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Bonifico estero: percorso, tempi e costi del trasferimento internazionale

Di Adriana Capasso|2018-12-31T07:43:49+00:0030 Dicembre 2018|Tag: |

Il bonifico estero è uno strumento messo a disposizione dalle banche per trasferire somme di denaro tra un paese e l’altro, indipendentemente dalla distanza che intercorre tra loro.

Grazie ad associazioni internazionali costituite da decine di migliaia di istituti bancari in tutto il mondo, oggi i bonifici esteri vengono eseguiti rapidamente e con costi decisamente inferiori rispetto a quelli del passato.

Cosa avviene quando si invia un bonifico all’estero? Quanto tempo impiega un bonifico per arrivare sul conto del beneficiario? Quali sono i costi e le tariffe di questa operazione?

Nel presente articolo spieghiamo in modo schematico come funziona il bonifico internazionale, quanto costa e quali sono le alternative per ridurre spese e tempi.

Il percorso del bonifico estero

Per inviare denaro all’estero, solitamente si fa affidamento agli istituti bancari presenti nel nostro paese.

L’ordinante del bonifico, ossia colui che vuole inviare la somma, comunica alla propria banca le coordinate del beneficiario (ricevente) e sarà l’istituto stesso a prendersi carico dell’effettivo trasferimento.

Gli importi verranno sì trasferiti, ma non fisicamente.

Il passaggio avviene in realtà attraverso un sistema sicuro di comunicazione. Possiamo dire – per semplificare – che il bonifico internazionale non è altro che un messaggio tra gli istituti di credito coinvolti (mittente e destinatario).

Se le somme non vengono fisicamente trasportate, in che modo la banca ricevente entra in possesso del denaro? Nei fatti, la procedura è molto semplice pur essendo parte di un sistema complesso.

Un esempio pratico

“Ordinante”, residente in Italia, desidera inviare la somma di € 100 a “Beneficiario”, residente negli Stati Uniti e correntista presso “Banca USA”. Ordinante chiede al suo istituto di credito, “Banca Italiana”, di eseguire il trasferimento.

Banca Italiana invia – attraverso un particolare sistema di telecomunicazione ad alta sicurezza – un messaggio a Banca USA, chiedendo di accreditare 100 euro sul conto corrente di Beneficiario.

Banca USA sottrae 100 euro al conto corrente che Banca Italiana detiene presso Banca USA, quindi li aggiunge al conto di Beneficiario.

Ogni istituto bancario è infatti titolare di conti commerciali presso le più grandi banche estere, così da facilitare i trasferimenti internazionali di denaro.

La banca ricevente non dovrà fare altro che spostare le somme tra due conti correnti appartenenti al proprio istituto.

La banca intermediaria

Se il beneficiario del bonifico è correntista presso una banca minore, non è detto che l’istituto ordinante sia in possesso di un conto corrente commerciale presso detta banca. In tal caso entra in gioco la banca intermediaria.

La banca intermediaria è un istituto di credito che ha in essere accordi diretti con entrambe le banche coinvolte nel trasferimento. Torniamo all’esempio pratico per spiegare meglio.

Un esempio pratico

Se “Banca Italiana” non ha un accordo diretto (dunque un conto corrente) con “Banca USA”, Banca Italiana si rivolge ad un terzo istituto che ha accordi diretti con entrambi.

“Ordinante” chiede a Banca Italiana di inviare 100 euro a “Beneficiario” presso Banca USA.

Banca Italiana non ha un accordo con questa banca, dunque chiede a “Banca Intermediaria” – che ha un conto corrente sia con Banca Italiana sia con Banca USA – di eseguire le operazioni necessarie per il trasferimento.

Banca Intermediaria sottrae 100 euro al conto corrente di Banca Italiana e accredita lo stesso importo al conto corrente di Banca USA. Quest’ultima contabilizzerà tale somma al conto corrente di Beneficiario.

SWIFT e SEPA

SWIFT e SEPA sono i codici che distinguono i trasferimenti domestici (nazionali) da quelli internazionali. Nello specifico, il primo fa riferimento ai bonifici extra-continentali, mentre il secondo ai bonifici europei.

Acronimo di Society of Worldwide Interbank Financial Telecommunication, SWIFT è un network di telecomunicazione tra gli istituti bancari che vi aderiscono. Lo scambio di messaggi tra banche a cui si faceva accenno nella sezione precedente avviene in modo sicuro con il suddetto sistema. Aderiscono al progetto SWIFT più di 10.000 banche in oltre 200 paesi del mondo.

Con SEPA si indica invece la Single Euro Payments Area. Diversamente dal sistema precedente, l’area di scambio europea è più coesa in quanto soggetta a regolamenti politici approvati dall’Unione Europea e dagli altri stati coinvolti in detta Area (oltre i 28 paesi UE, ne fanno parte Islanda, Principato di Monaco, Svizzera, Liechtenstein, Norvegia, Città del Vaticano e Andorra).

Tutti gli istituti con sede in quest’area sono soggetti al regolamento contenuto nel SEPA Credit Transfer Scheme Rulebook e non possono sottrarsi da tali norme.

I bonifici europei sono oggi equiparati a quelli nazionali sia per quanto riguarda i costi sia per tempi di esecuzione. Non vi è differenza tra l’invio di un bonifico in Italia e l’invio – ad esempio – verso Germania, Portogallo o Polonia.

Costi e tariffe

Se all’interno dell’area SEPA non vi è alcuna differenza sulle commissioni applicate al trasferimento (cioè sono uguali a quelle di un bonifico nazionale), il bonifico SWIFT comporta spese più elevate risultanti da tutte le banche coinvolte nella procedura.

Bonifici in uscita

Per i bonifici esteri (SWIFT) in uscita le banche italiane applicano solitamente:

  • una commissione fissa
  • una commissione variabile
  • maggiorazione tasso di cambio

La commissione fissa si aggira, a seconda della banca, intorno a 10 o 20 euro. La commissione variabile è espressa in percentuale e il suo totale è calcolato in base all’importo da trasferire.

Infine è sottoposta ad una tariffa anche la conversione di valuta: al tasso di cambio all’ingrosso la banca aggiungerà una maggiorazione in percentuale.

Le opzioni di trasferimento

La portata delle spese dipende anche dall’opzione di trasferimento scelta (o imposta):

  • Opzione SHA – Le spese vengono ripartite tra ordinante e beneficiario. Ognuno coprirà le spese richieste dalla propria banca per l’invio o la ricezione del bonifico.

  • Opzione OUR – Le spese vengono coperte unicamente dall’ordinante, che si farà carico anche delle commissioni richieste dalla banca ricevente.

  • Opzione BEN – Le spese vengono coperte dal solo beneficiario, che pagherà anche le commissioni per l’invio del bonifico dovute alla banca dell’ordinante.

Se in passato vi era maggiore libertà di scelta da parte dell’ordinante, oggi i regolamenti europei rendono l’opzione SHA obbligatoria per tutti i bonifici SEPA. Al di fuori di quest’area, invece, vi è tuttora la possibilità di selezionare una delle opzioni.

Bonifici in entrata

Non sarà esclusivamente l’ordinante del bonifico a pagare le spese, bensì anche il beneficiario.

Si è fatto accenno all’equiparazione dei bonifici europei a quelli nazionali. Se ricevere un bonifico dall’Italia è gratuito, sarà gratuito anche riceverlo da un paese SEPA. Le condizioni economiche, tuttavia, possono essere diverse quando si parla di ricezione dalle aree extra SEPA.

Ogni istituto può scegliere se applicare o meno commissioni per i bonifici esteri in entrata.

Per conquistare una clientela sempre più cosmopolita, alcune banche propongono conti correnti che non comportano tariffe di ricezione per i trasferimenti dall’estero. Molte altre, a onor del vero, sono ancora legate al vecchio concetto di banca per cui ogni operazione viene sottoposta ad una spesa.

Chi necessità di un conto corrente senza commissioni per i bonifici esteri in entrata non ha altra scelta che consultare i fogli informativi relativi al servizio in esame. Se in detto foglio le informazioni non vengono riportate oppure risultano incomplete occorrerà controllare il documento relativo ai servizi di pagamento o servizi accessori.

Anche in questo caso vale il discorso sulle opzioni SHA, OUR e BEN. A tal proposito è necessario appuntare qualche precisazione.

Le spese complessive per il trasferimento di denaro dall’estero risultano da due o più istituti: la banca ordinante, la banca riceverete e la banca intermediaria (vedi Banca intermediaria).

Se l’ordinante sceglie l’opzione OUR, il beneficiario riceve l’intero importo senza alcuna detrazione.

Nel caso di opzione SHA, il beneficiario paga solo la commissione alla propria banca – se prevista – in un addebito successivo alla ricezione del bonifico. Sempre in tal caso, se vi è l’intervento di una banca intermediaria sul conto del beneficiario arriverà una somma già decurtata (una commissione sarà trattenuta dall’intermediario).

Se invece l’ordinante – solitamente su un accordo preventivo – ha caricato tutte le spese sul beneficiario, l’importo del bonifico giungerà già “ripulito” delle commissioni applicate dalla banca ordinante e dalla banca intermediaria, per poi essere sottoposto alle commissioni della propria banca qualora previste.

In media, ricevere un bonifico estero con opzione SHA può costare intorno a 20 euro, mentre la scelta dell’opzione BEN potrebbe costare il doppio o addirittura il triplo in presenza di una banca intermediaria.

Tempi di esecuzione

I tempi di esecuzione di un bonifico estero sono di gran lunga più brevi rispetto al passato. Come spiegato in precedenza, per i trasferimenti di denaro tra paesi diversi – ma anche all’interno dello stesso paese – le banche si servono di sistemi sicuri di telecomunicazione che richiedono, almeno in teoria, pochi istanti.

Si contrappone alla velocità dei suddetti sistemi l’orario di cut-off delle banche, ossia l’ora in cui si chiude la contabilizzazione e dunque l’esecuzione delle operazioni.

Gli ordini ricevuti dalla banca dopo l’orario di cut-off vengono eseguiti il giorno lavorativo successivo.

Disporre un bonifico il venerdì sera non sarà diverso, dunque, dal farlo il lunedì mattina. Nell’esempio qui proposto, il trasferimento di denaro sarà effettuato il martedì all’orario di cut-off, tuttavia la mancanza di un accordo diretto con la banca destinataria potrebbe allungare i tempi di accredito sul conto del beneficiario.

Per completare tutti i passaggi le banche coinvolte potrebbero quindi impiegare da 1 a 4 giorni lavorativi.

Gli orari di cut-off delle banche

Gli orari di cut-off delle banche vengono generalmente indicati nei fogli informativi relativi al servizio sottoscritto, tuttavia con una semplice ricerca online si può giungere ad una risposta più rapida.

Ogni istituto bancario ha il suo orario di cut-off, oltre il quale rimanda tutte le operazioni al giorno lavorativo successivo.

Di seguito, un esempio degli orari di cut-off delle principali banche operative in Italia.

IstitutoCut-off
Barclays15:30
BCC13:00
CheBanca19:00
Credem20:00
Crédit Agricole18:00
Deutsche Bank17:00
Fineco15:00
Hello bank18:30
ING Direct17:00
Intesa Sanpaolo17:30
Mediolanum17:00
Santander16:30
UniCredit20:00
Widiba18:30

Occorre però sottolineare che, nella pratica, alcuni istituti bancari operano oltre l’orario di cut-off annunciato – come emerge frequentemente dalle testimonianze dei correntisti.

Money transfer, l’alternativa al bonifico estero

Il cosiddetto money transfer è un metodo alternativo al bonifico estero per l’invio e la ricezione di denaro in tutto il mondo. Questi servizi non coinvolgono gli istituti di credito e si occupano in via esclusiva del trasferimento; non offrono funzioni accessorie.

Diffusi ormai ampiamente in tutto il mondo, i marchi più importanti del settore – come TransferWise e MoneyGram – hanno sviluppato una rete globale che consente la drastica riduzione delle spese bancarie.

Prima di tutto, i servizi money transfer non si servono di intermediari: operano solo nei paesi in cui è presente la loro rete di conti.

Gli importi che l’ordinante chiede di trasferire partono direttamente da un conto corrente operativo nel paese di destinazione, così da non incorrere nelle elevate commissioni delle banche.

Attualmente si tratta dell’unica alternativa per risparmiare sulle tariffe degli istituti di credito.

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