Il bonifico estero è uno strumento utilizzato nel sistema interbancario per trasferire somme di denaro tra un paese e l’altro, indipendentemente dalla distanza che intercorre tra loro.

Attraverso associazioni internazionali costituite da decine di migliaia di istituti bancari in tutto il mondo, oggi l’esecuzione di un trasferimento prevede una procedura semplice e rapida.

Cosa avviene quando si invia un bonifico all’estero? Quanto tempo impiega per arrivare a destinazione? Quanto costa?

Nel presente articolo spieghiamo in modo schematico come funziona il bonifico internazionale, quanto costa e quali sono le alternative per ridurre spese e tempi.

Il percorso del bonifico estero

Per inviare denaro all’estero è necessario rivolgersi alla propria banca, non necessariamente recandosi in filiale. I conti online permettono infatti di ordinare anche bonifici esteri da piattaforma web o applicazione per smartphone.

Oltre al nome del beneficiario (destinatario) e al suo numero di conto, sarà richiesto anche il codice SWIFT.

Il passaggio di denaro non avviene fisicamente, bensì attraverso uno specifico sistema di telecomunicazioni. Per semplificare, possiamo dire che il bonifico internazionale non è altro che un messaggio tra gli istituti di credito coinvolti (mittente e destinatario).

Se le somme non vengono fisicamente trasportate, in che modo la banca ricevente entra in possesso del denaro? Pur trattandosi di un sistema complesso, la procedura pratica risulta ancora una semplice.

Per inviare un bonifico estero dal proprio conto online si seleziona il paese di destinazione, si inserisce il numero conto del beneficiario nonché il codice SWIFT della sua banca.

Vediamo cosa accade quando compiliamo il modulo per l’invio di un bonifico estero.

Un esempio pratico

“Ordinante”, residente in Italia, vuole inviare la somma di € 100 a “Beneficiario”, residente negli Stati Uniti e correntista presso “Banca USA”. Ordinante chiede al suo istituto di credito, “Banca Italiana”, di eseguire il trasferimento.

Banca Italiana invia una telecomunicazione SWIFT a Banca USA, chiedendo di accreditare 100 euro sul conto corrente di Beneficiario.

Banca USA sottrae 100 euro al conto corrente che Banca Italiana detiene presso Banca USA, quindi li aggiunge al conto di Beneficiario.

Ogni istituto bancario è infatti titolare di conti correnti presso le maggiori banche estere. In questo modo la banca ricevente non dovrà fare altro che prendere l’importo dal conto corrente della banca ordinante e spostarlo sul conto del beneficiario finale.

Il passaggio di denaro non avviene materialmente, bensì tramite un sistema di “messaggistica” tra banche. Immagine: Mobile Transaction

La banca intermediaria

Se il beneficiario del bonifico è correntista presso una banca minore, non è detto che l’istituto ordinante sia in possesso di un conto corrente commerciale presso detta banca. In tal caso entra in gioco la banca intermediaria.

La banca intermediaria è un istituto di credito che ha in essere accordi diretti con entrambe le banche coinvolte nel trasferimento. Torniamo all’esempio pratico per spiegare meglio.

Un esempio pratico

Se “Banca Italiana” non ha un accordo diretto (dunque un conto corrente) con “Banca USA”, Banca Italiana si rivolge ad un terzo istituto che ha accordi diretti con entrambi.

“Ordinante” chiede a Banca Italiana di inviare 100 euro a “Beneficiario” presso Banca USA.

Non avendo un conto con Banca USA, Banca Italiana chiede a “Banca Intermediaria” – che invece ha un conto corrente sia con Banca Italiana sia con Banca USA – di eseguire le operazioni necessarie per il trasferimento.

Banca Intermediaria sottrae 100 euro al conto corrente di Banca Italiana e accredita lo stesso importo al conto corrente di Banca USA. Quest’ultima contabilizzerà tale somma al conto corrente di Beneficiario.

SWIFT e SEPA

SWIFT e SEPA sono i codici che distinguono i trasferimenti domestici (nazionali) da quelli internazionali. Nello specifico, il primo fa riferimento ai bonifici extra-continentali, mentre il secondo ai bonifici europei.

Acronimo di Society of Worldwide Interbank Financial Telecommunication, SWIFT è un network di telecomunicazione tra gli istituti bancari che vi aderiscono. Lo scambio di messaggi tra banche a cui si fa accenno nella sezione precedente avviene in modo sicuro con il suddetto sistema. Aderiscono al progetto SWIFT più di 10.000 banche in oltre 200 paesi del mondo.

Con SEPA si indica invece la Single Euro Payments Area. Diversamente dal sistema precedente, l’area di scambio europea è più coesa in quanto soggetta a regolamenti politici approvati dall’Unione Europea e dagli altri stati coinvolti in detta Area (oltre i 28 paesi UE, ne fanno parte Islanda, Principato di Monaco, Svizzera, Liechtenstein, Norvegia, Città del Vaticano e Andorra).

Tutti gli istituti con sede in quest’area sono soggetti al regolamento contenuto nel SEPA Credit Transfer Scheme Rulebook e non possono sottrarsi da tali norme.

I bonifici europei sono oggi equiparati a quelli nazionali sia per quanto riguarda i costi sia per tempi di esecuzione. Non vi è differenza tra l’invio di un bonifico in Italia e l’invio – ad esempio – verso Germania, Portogallo o Polonia.

Costi e commissioni

Se all’interno dell’area SEPA i trasferimenti costano quanto un bonifico nazionale, il bonifico SWIFT comporta spese più elevate risultanti dall’insieme delle banche coinvolte nella procedura.

Bonifici in uscita

Per i bonifici esteri (SWIFT) in uscita le banche italiane applicano solitamente:

  • una commissione fissa
  • una commissione variabile
  • maggiorazione tasso di cambio

La commissione fissa si aggira, a seconda della banca, intorno a 10 o 20 euro. La commissione variabile è espressa in percentuale e il suo totale è calcolato in base all’importo da trasferire.

Il trasferimento è inoltre sottoposto ad una tariffa per la conversione di valuta: al tasso di cambio all’ingrosso la banca aggiungerà una maggiorazione in percentuale.

Le opzioni di trasferimento

La portata delle spese dipende anche dall’opzione di trasferimento scelta (o imposta):

  • Opzione SHA – Le spese vengono ripartite tra ordinante e beneficiario. Ognuno coprirà le spese richieste dalla propria banca per l’invio o la ricezione del bonifico.

  • Opzione OUR – Le spese vengono coperte unicamente dall’ordinante, che si farà carico anche delle commissioni richieste dalla banca ricevente.

  • Opzione BEN – Le spese vengono coperte dal solo beneficiario, che pagherà anche le commissioni per l’invio del bonifico dovute alla banca dell’ordinante.

Se in passato vi era maggiore libertà di scelta da parte dell’ordinante, oggi i regolamenti europei rendono l’opzione SHA obbligatoria per tutti i bonifici SEPA. Al di fuori di quest’area, invece, vi è tuttora la possibilità di selezionare una delle opzioni.

Bonifici in entrata

Non sarà esclusivamente l’ordinante del bonifico a pagare le spese, bensì anche il beneficiario.

Si è fatto accenno all’equiparazione dei bonifici europei a quelli nazionali. Se ricevere un bonifico dall’Italia è gratuito, sarà gratuito anche riceverlo da un paese SEPA. In tema di costi, con i trasferimenti internazionali SWIFT il discorso si fa più complesso.

Ogni istituto può scegliere se applicare o meno commissioni per i bonifici esteri in entrata.

Per conquistare una clientela sempre più cosmopolita, alcune banche propongono conti correnti che non comportano tariffe di ricezione per i trasferimenti dall’estero. La maggior parte adotta tuttavia una politica differente.

Chi necessita di un conto corrente senza commissioni sui bonifici esteri in entrata non ha altra scelta che consultare i fogli informativi del servizio. Se in detto foglio le informazioni non vengono riportate oppure risultano incomplete, occorrerà controllare il documento relativo ai servizi di pagamento o servizi accessori.

Anche in questo caso vale il discorso sulle opzioni SHA, OUR e BEN. A tal proposito è necessario appuntare qualche precisazione.

Le spese complessive per il trasferimento di denaro dall’estero risultano da due o più istituti: la banca ordinante, la banca riceverete e la banca intermediaria (vedi Banca intermediaria).

Se l’ordinante sceglie l’opzione OUR, il beneficiario riceve l’intero importo senza alcuna detrazione.

Nel caso di opzione SHA, il beneficiario paga solo la commissione alla propria banca – se prevista – in un addebito successivo alla ricezione del bonifico. Sempre in tal caso, se vi è l’intervento di una banca intermediaria sul conto del beneficiario arriverà una somma già decurtata (una commissione sarà trattenuta dall’intermediario).

Se invece l’ordinante – solitamente su un accordo preventivo – ha caricato tutte le spese sul beneficiario, l’importo del bonifico giungerà già “ripulito” delle commissioni applicate dalla banca ordinante e dalla banca intermediaria, per poi essere sottoposto alle commissioni della propria banca qualora previste.

In media, ricevere un bonifico estero con opzione SHA può costare circa 20 euro, mentre la scelta dell’opzione BEN fa lievitare visibilmente le spese, soprattutto se entra in gioco la banca intermediaria.

Tempi di esecuzione

I tempi di esecuzione di un bonifico estero sono di gran lunga più brevi rispetto al passato. Come spiegato, per i trasferimenti di denaro tra paesi diversi – ma anche all’interno dello stesso paese – le banche si servono di sistemi sicuri di telecomunicazione che richiedono, almeno in teoria, pochi istanti.

Si contrappone alla velocità dei suddetti sistemi l’orario di cut-off delle banche, ossia l’ora è prevista la chiusura della contabilizzazione dell’istituto e dunque l’esecuzione delle operazioni.

Gli ordini ricevuti dalla banca dopo l’orario di cut-off vengono eseguiti il giorno lavorativo successivo.

Disporre un bonifico il venerdì sera non sarà diverso, dunque, dal farlo il lunedì mattina. Nell’esempio qui proposto, il trasferimento di denaro sarà effettuato il martedì all’orario di cut-off, tuttavia la mancanza di un accordo diretto con la banca destinataria potrebbe allungare i tempi di accredito sul conto del beneficiario.

Per completare tutti i passaggi le banche coinvolte potrebbero quindi impiegare da 1 a 4 giorni lavorativi.

Gli orari di cut-off delle banche

Gli orari di cut-off delle banche vengono generalmente indicati nei fogli informativi relativi al servizio sottoscritto, tuttavia con una semplice ricerca online si può giungere ad una risposta più rapida.

Ogni istituto bancario ha il suo orario di cut-off, oltre il quale rimanda tutte le operazioni al giorno lavorativo successivo.

Di seguito, un esempio degli orari di cut-off delle principali banche operative in Italia.

IstitutoCut-off
Barclays15:30
BCC13:00
CheBanca19:00
Credem20:00
Crédit Agricole18:00
Deutsche Bank17:00
Fineco15:00
Hello bank18:30
ING Direct17:00
Intesa Sanpaolo17:30
Mediolanum17:00
Santander16:30
UniCredit20:00
Widiba18:30

Occorre però sottolineare che, nella pratica, alcuni istituti bancari operano oltre l’orario di cut-off annunciato – come emerge frequentemente dalle testimonianze dei correntisti.

Money transfer, l’alternativa al bonifico estero

Il cosiddetto money transfer è un metodo alternativo al bonifico estero per l’invio e la ricezione di denaro in tutto il mondo. Questi servizi non coinvolgono gli istituti di credito e si occupano in via esclusiva del trasferimento; non offrono funzioni accessorie.

Diffusi ormai ampiamente in tutto il mondo, i marchi più importanti del settore – come TransferWise e MoneyGram – hanno sviluppato una rete globale che consente la drastica riduzione delle spese bancarie.

Prima di tutto, i servizi money transfer non si servono di intermediari: operano solo nei paesi in cui è presente la loro rete di conti.

Gli importi che l’ordinante chiede di trasferire partono direttamente da un conto corrente operativo nel paese di destinazione, così da non incorrere nelle elevate commissioni delle banche.

Attualmente si tratta dell’unica alternativa per risparmiare sulle tariffe degli istituti di credito.

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Recensione TransferWise

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