Nei prossimi mesi sentiremo parlare molto di Bancomat Pay e BPay, servizi che mirano a rivoluzionare le abitudini di pagamento dei 37 milioni di possessori carta PagoBancomat.

Un rinnovamento richiesto dai tempi, senza il quale il circuito italiano rischia di perdere una parte importante della sua utenza.

Cos’è e come funziona

In sintesi, si tratta di un sistema che consente di utilizzare la propria carta di debito bancaria (cioè il Bancomat) anche online oppure per pagare in negozio con lo smartphone.

Utilizzando questo servizio non sarà necessario prendere la carta dal portafogli, bensì è sufficiente il telefono – ormai perennemente a portata di mano e dunque molto più comodo.

Le modalità di pagamento in negozio attualmente disponibili sono:

  • Invio dell’importo attraverso selezione del negozio da un elenco

  • Richiesta di pagamento con tecnologia ultrasuoni da parte dell’esercente

  • Pagamento con codice QR

La modalità che coinvolge la tecnologia a ultrasuoni implica l’uso del microfono del cellulare. Per approfondire l’argomento si rimanda al nostro articolo Come pagare con lo smartphone: i metodi per lasciare il portafogli a casa.

È inoltre possibile pagare online, sui siti e-commerce che accettano tale metodo di pagamento, oppure corrispondere tributi e sanzioni alla Pubblica Amministrazione.

Come attivare Bancomat Pay

Non fatevi ingannare dalla presenza dell’app Bancomat Pay già presente in App Store e Google Play: attualmente si limita ad elencare le banche aderenti al servizio, non ha alcuna funzione pratica.

Tutto dovrebbe cambiare il 15 luglio 2019, quando sugli store virtuali sarà lanciata l’app BPay.

Nel frattempo possiamo comunque usare questo sistema di trasferimento attraverso l’applicazione della nostra banca.

Tra le aziende aderenti compaiono i più grandi istituti bancari italiani: BNL, Crédit Agricole, Intesa Sanpaolo, Mediolanum, Monte dei Paschi di Siena, UniCredit, Widiba. È altresì disponibile con alcuni istituti territoriali.

Per attivare il servizio è sufficiente accedere all’app del propria banca, cercare la voce “Bancomat Pay” e seguire le istruzioni. L’attivazione richiede pochi clic e conferma attraverso numero di cellulare.

È a pagamento?

Dipende dalla nostra banca, che ha la facoltà di far pagare o meno una commissione per l’uso di Bancomat Pay.

Mentre si prospetta (o almeno si spera) che il servizio venga messo gratuitamente a disposizione da buona parte delle banche italiane, alcuni istituti intraprendono una direzione opposto, come nel caso di Intesa Sanpaolo.

Sul sito ufficiale del gruppo bancario si legge infatti «Pagamenti in negozio gratuiti fino al 30 giugno 2019». Si deduce di conseguenza che, a partire dal 1° luglio dell’anno corrente, i clienti dovranno pagare una commissione… per poter pagare con Bancomat Pay.

In ogni caso, per annunci e informazioni più accurate dovremo attendere il giorno del lancio ufficiale della nuova app BPay, la quale potrebbe cambiare le carte in tavola.

Bancomat Pay vs Satispay

Il naturale concorrente di tale servizio non può che essere Satispay. Infatti, come abbiamo visto nella prima parte dell’articolo, le modalità di pagamento (codice QR, selezione del negozio dall’elenco) sono analoghe.

Sarà interessante osservare la battaglia sul campo una volta che Bancomat Pay sarà entrato in funzione a pieno ritmo. Satispay non potrà che combattere a suon di cashback e sconti, data la maggiore comodità del concorrente.

Quali sono le principali differenze tra i due servizi?

  • Satispay è completamente gratuito per il consumatore, mentre le banche che offrono Bancomat Pay potrebbero richiedere il pagamento di una commissione.

  • Satispay ha il suo punto di forza nel programma cashback e sconti. Non si hanno notizie su una eventuale risposta del concorrente in tale ambito.

  • Bancomat Pay è più comodo, perché integrato alla propria banca e dunque al conto corrente. Non è necessario registrarsi ad un servizio esterno né autorizzare addebiti diretti con società terze.

  • Bancomat Pay sarà presto più diffuso di Satispay. Sono 37 milioni i possessori di una carta di debito PagoBancomat, tutti potenziali utenti BPay.

Non dovrebbero invece essere considerati concorrenti del servizio in oggetto i sistemi Apple Pay e Google Pay che, in teoria, un giorno potrebbero perfino diventare preziosi alleati del progetto.

Cosa aspettarsi nel prossimo futuro

Il Consorzio Bancomat è la colonna portante dei pagamenti elettronici in Italia: più del 60% degli italiani è in possesso di una carta di debito emessa dal circuito. In questo quadro, l’azienda ha di fronte a sé un’occasione senza eguali, non replicabile dalla concorrenza.

Notizie, dichiarazioni e indiscrezioni riflettono la consapevolezza e la determinazione impiegate in un progetto che, nel corso del 2019, prenderà forma e si estenderà in modo capillare sia sul web che nei negozi fisici.

Le banche sono tuttavia un ostacolo da non sottovalutare, in quanto principali intermediari tra il servizio e il cliente. Qualora quest’ultimo dovesse scontrarsi contro il muro delle commissioni, la corsa di Bancomat Pay rischia di essere in salita.