American Express cambia rotta diventando una carta di credito popolare

Piccole imprese, negozi e attività di modeste dimensioni hanno per lungo tempo ignorato American Express, precludendo ai loro clienti di pagare con la carta di credito del noto circuito internazionale. Oggi, però, potrebbero cambiare opinione.

Da carta d’élite a carta per tutti

Dopo un secondo trimestre con 10 miliardi di ricavi che permettono di toccare quota +9%, American Express stima di chiudere il 2018 con un trend positivo che si assesta intorno alla stessa cifra.

Numeri importanti trainati da una notevole spesa dei titolari di carta Amex, incentivati dal marchio attraverso un interessante sistema di vantaggi che ha come unico obiettivo il costante aumento del volume di acquisti.

Un tale risultato non è certamente dovuto al caso, bensì ad investimenti sempre maggiori della società per attrarre un’utenza varia, popolare e non elitaria – pur conservando soluzioni esclusive dedicate alla fascia più alta di clienti.

Per ottenere una American Express è sufficiente un reddito annuo lordo pari a 11.000 euro – e naturalmente non rientrare nella lista dei cattivi pagatori conservata dal CRIF, ente che si occupa della raccolta di informazioni creditizie.

Perché i titolari di AmEx spendono di più

I possessori di American Express – come appena visto – non fanno necessariamente parte di un ceto alto o di un’élite interessata in via esclusiva al lusso e a determinati settori commerciali. Qualsiasi tipo di lavoratore con un buon comportamento creditizio può vedersi accettata la richiesta di una carta di credito.

Oggi i titolari Amex sono persone “comuni” che usano la propria carta di credito per fare la spesa quotidiana, acquistare beni di consumo nel negozio a due passi da casa.

Le alte commissioni vengono compensate dall’elevato volume di spesa dei titolari Amex

Chi possiede una carta American Express ha una spiccata tendenza agli acquisti di importo medio-alto. I dati ufficiali diramati dagli stessi circuiti, relativi al medesimo anno di attività, certificano la suddetta asserzione:

CircuitoNumero carte attiveVolume annuo transazioni
Visa808 milioni1.200 miliardi
MasterCard767 milioni607 miliardi
American Express112,2 milioni668 miliardi

In proporzione al numero di carte attive nel mondo per ognuno dei circuiti in esame, emerge una marcata propensione alla spesa degli utenti American Express rispetto ai titolari di carte concorrenti. Indipendentemente dal proprio reddito, chi fa richiesta di carta American Express vuole trarre vantaggio da livelli di spesa medio-alti.

La società finanziaria americana è infatti nota per i suoi programmi esclusivi dedicati ai clienti, che si articolano – a seconda della tipologia di carta richiesta – in cashback, sconti vantaggiosi e catalogo premi.

Chi possiede una carta di questo circuito dispone inoltre di un’assistenza impeccabile che non si limita, ad esempio, al blocco di un pagamento sospetto su richiesta del cliente, bensì lo accompagna e consiglia come una sorta di assistente personale.

Un rapporto diretto, coltivato in modo costante, dal quale scaturisce inevitabilmente fedeltà e fiducia dell’utenza nei confronti del marchio.

Carta blu American Express

La carta Blu American Express è tra le più popolari del marchio

Dall’insieme di questi aspetti risulta una tendenza crescente agli acquisti.

Accettare American Express nel proprio negozio permette dunque di entrare in una sorta di club esclusivo, i cui membri vengono favoriti – grazie alla fidelizzazione alimentata dal marchio – a discapito di chi non accetta pagamenti da questo circuito.

Le commissioni per l’esercente

Come ben sapranno i titolari della carta, sono ancora tanti gli esercizi commerciali che non accettano AmEx. Tra le motivazioni più quotate vi è indubbiamente quella dei costi esorbitanti.

Le commissioni dovute dall’esercente possono apparire effettivamente alte. Riportiamo qui di seguito le aliquote massime, variabili a seconda del transato annuo dell’esercizio commerciale.

Si fa presente che la società – in via diretta o tramite istituti di pagamento intermediari – è ben disposta a negoziare il piano tariffario, per cui raramente le commissioni massime trovano un’effettiva applicazione.

Transato annuoAliquota massima
(negoziabile)
Fino a € 100.0004%
Fino a € 1 milione3.95%
Fino a € 10 milioni3.90%
Da € 10 milioni3.85%

In alcuni casi, la negoziazione delle aliquote può portare fino al dimezzamento della commissione massima.

L’entità delle tariffe è giustificata dalla copertura dei programmi di cui si è parlato nei paragrafi precedenti e che, procurando benefici ai possessori della carta, creano indirettamente vantaggi per i commercianti che accettano pagamenti dal circuito.

Come accettare American Express

I titolari di un’attività hanno a disposizione diversi canali per entrare nell’universo Amex e accettare pagamenti attraverso carte di credito del marchio: rivolgersi ad un intermediario, contattare American Express di persona, scegliere una soluzione per pagamenti con carta che includa il circuito nell’offerta base.

Banca

Quasi tutti gli istituti bancari si propongono di intermediare tra il circuito e i suoi clienti. Chi ha un POS fornito dalla banca potrà dunque recarsi in filiale e chiedere l’aggiunta di American Express al proprio terminale. La pratica consiste nella compilazione di un modulo di richiesta.

Alcuni istituti – tra cui Intesa Sanpaolo e Banca Nazionale del Lavoro (BNL) – già includono Amex alla sottoscrizione del servizio POS. La scelta di un loro terminale non richiede dunque passaggi aggiuntivi.

In altri casi, come per UniCredit, il negoziante dovrà fare espressa richiesta in filiale affinché il suo terminale venga autorizzato alla ricezione dei pagamenti su circuito American Express.

Acquirer

Un secondo canale di contatto con il circuito è costituito dai cosiddetti acquirers, ossia le società che si dedicano in via esclusiva alla gestione delle autorizzazioni per accettare pagamenti con carta.

In Italia i maggiori acquirers sono Nexi e Mercury Payments, entrambi abilitati alle transazioni con carte Amex.

Banche e acquirers propongono costi e commissioni simili. Il vantaggio del rivolgersi ad un acquirer “puro” e non ad una banca sta nella libertà di scelta del conto corrente per gli accrediti – ossia l’uso di un conto già in essere. Le banche, al contrario, richiedono solitamente l’apertura di un c/c nello stesso istituto.

Soluzioni senza impegno

La terza via è rappresentata da servizi che propongono un’offerta tariffaria del tipo “a consumo” e un POS per smartphone (POS mobile).

A guidare il settore dei POS mobile senza banca sono attualmente due società nate in Europa – SumUp e iZettle – presto divenute popolari tanto da estendere la loro attività anche al di fuori del vecchio continente.

Questo tipo di terminale si collega al telefono via Bluetooth, mentre lo smartphone si occuperà di gestire i pagamenti utilizzando un’apposita applicazione.

Le loro offerte – una con commissione fissa, l’altra con commissione flessibile – possono rappresentare una soluzione accessibile per le piccole imprese che accettano pochi pagamenti con carta, oppure per chi ha già un POS che non include American Express.