Come (e perché) accettare UnionPay, JCB e Diners in Italia

Visa e MasterCard sono i circuiti di pagamento più utilizzati in Italia e nel resto del mondo. Segue Amex che, grazie ad una riuscita ristrutturazione del target di rifermento, riesce a prendere quota anche nelle fasce medie della popolazione.

Iniziano però a farsi notare altri circuiti, soprattutto quelli provenienti da Oriente, in quanto portatori di notevoli entrate economiche dovute al settore del turismo.

Di seguito scopriamo come accettare nel proprio negozio le carte di credito “secondarie” che cominciano a fare gola a molti commercianti, anche a quelli più piccoli.

UnionPay

UnionPay è la carta di credito cinese per eccellenza, sbandierata dai turisti provenienti dal grande paese orientale.

No, non è un semplice caso se già 126 paesi nel mondo sono attrezzati per accogliere i pagamenti di questo circuito: il ritorno economico è enorme, soprattutto nelle località turistiche.

Logo del circuito UnionPay

Il 23% delle spese turistiche mondiali è effettuato dai cinesi

In Spagna il 90% dei terminali POS è abilitato alle transazioni con UnionPay. In Francia lo stesso circuito è accettato dal 70% dei distributori automatici, mentre in Italia alcuni esercizi propongono addirittura sconti esclusivi dedicati ai titolari della carta.

Perché i commercianti sono particolarmente interessati ad accettare questo circuito nonostante le commissioni più elevate? La risposta è semplice: perché i cinesi sono tra i top-spender del turismo internazionale. In altre parole, gli abitanti del più grande paese orientale non si fanno problemi a condividere con noi europei un po’ della loro ricchezza.

Si attesta intorno a 3 milioni il numero di turisti cinesi che annualmente visitano, girano in lungo e in largo il nostro paese. Il loro passaggio lascia il segno anche nelle piccole imprese: sono sempre di più i negozietti che espongono il simbolo UnionPay in cassa.

Tra le città italiane, la fama di Milano come capitale dello shopping è confermata perfino dai motori di ricerca, spesso utilizzati dai turisti per trovare negozi disposti ad accettare la loro carta di credito.

Ma presto l’interesse ad accettare UnionPay non sarà esclusivamente rivolto ai clienti cinesi: il circuito ha recentemente stipulato un accordo con Tribe Payments, società britannica che metterà a disposizione dei consumatori europei le ambite carte di credito orientali.

Come accettare UnionPay

Ormai la quasi totalità dei servizi includono questo simbolo nella loro offerta.

Istituti bancari come UniCredit, Intesa Sanpaolo e BNL permettono di ricevere pagamenti con il suddetto circuito. Chi ha un contratto per servizi di acquiring con queste banche ma ancora non può accettare UnionPay, si consiglia di contattare l’assistenza per un eventuale aggiornamento del terminale o delle condizioni contrattuali.

Stesso discorso vale per le società specializzate nella gestione dei pagamenti elettronici, come Nexi e Mercury Payments (ex Setefi).

Le carte UnionPay possono essere inoltre accettate con i POS mobile di SumUp e iZettle, che propongono un piano tariffario “al consumo”, senza canone mensile né altri costi fissi.

JCB

JCB (Japan Credit Bureau) è tra le maggiori società di servizi finanziari in Giappone, nota all’estero soprattutto per la sua carta di credito.

Vanta 59 milioni di clienti che ogni anno spendono in tutto il mondo – in oltre 190 paesi – un volume di transazioni superiore ai 60 miliardi di dollari.

Logo del circuito JCB

Sono più di 33 milioni le attività commerciali che accettano pagamenti con la carta di credito giapponese.

Anche in questo caso le commissioni del circuito sono più elevate rispetto a Visa e MasterCard, tuttavia aumentano di pari passo i benefici e ritorno economico. Chi ha un negozio in località turistiche – soprattutto se nei settori di gastronomia, design e abbigliamento – dovrebbe assolutamente dare la possibilità ai visitatori giapponesi di pagare con la loro JCB.

Come accettare JCB

Come per il circuito cinese, tutti i servizi di acquiring sono ormai attrezzati per accettare pagamenti con carte JCB.

Gli esercenti possono rivolgersi ancora una volta alla propria banca (UniCredit, Intesa Sanpaolo e BNL includono il simbolo nell’offerta base) oppure società come Nexi e Mercury Payments.

Un’alternativa per accettare JCB senza costi fissi è il lettore di carte iZettle.

Diners

Il programma di raccolta Punti VIP offerto dal circuito Diners ai 70 milioni di titolari delle sue carte di credito incentiva i clienti ad effettuare transazioni per un valore medio elevato, supportate dall’assenza di limiti di spesa prefissati.

Sono già 24 milioni gli esercizi convenzionati con il circuito, parte dei quali legati alla ristorazione e al commercio turistico.

Logo del circuito Diners

Come accettare Diners

Meno numerosi sono i servizi in grado di accettare le carte di questo circuito.

Gli esercenti dovranno scegliere tra Intesa Sanpaolo, l’acquirer Mercury Payments, i lettori di carte per smartphone iZettle o SumUp – oppure stipulare un accordo diretto di affiliazione con Diners, senza intermediari.

Panoramica su servizi e circuiti accettati

Nella seguente tabella un riepilogo dei servizi italiani per accettare carte UnionPay, JCB e Diners.

UnionPayJCBDiners
UniCredit
Intesa Sanpaolo
BNL
Nexi
Mercury Payments
iZettle
SumUp

La tabella di riepilogo (vedi sopra) dei servizi per accettare le carte di credito estere rivela un evidente interesse degli acquirer italiani nel mettersi al passo con le nuove abitudini dei viaggiatori intercontinentali e, soprattutto, con l’importante flusso di transazioni elettroniche da loro alimentato.

In Italia i servizi di acquiring si confondono spesso con l’attività bancaria. Per questo motivo, chi si appresta ad avviare per la prima volta una piccola attività commerciale rischia di ridurre visibilmente il proprio campo di scelta, osservando gli istituti bancari come unica strada percorribile.

Tra gli acquirer non legati ad istituti bancari compaiono Mercury Payment Services (ex Setefi) e il concorrente Nexi (ex CartaSi).

Un’alternativa valida per le piccole attività è rappresentata da SumUp e iZettle, che permettono di accettare i circuiti cosiddetti secondari senza costi fissi. Possono dunque aggiungersi a sistemi POS già esistenti, senza pesare sul bilancio mensile.