Ricevere pagamenti con carta attraverso l’uso del cellulare è tutt’altro che una novità.

Ormai da diversi anni le tecnologie integrate nei comuni smartphone vengono utilizzate dai gestori di servizi di pagamento per offrire soluzioni poco impegnative a piccoli commercianti e lavoratori autonomi.

Scopriamo quali sono i metodi per elaborare transazioni con il telefono, pro e contro e, infine, le opzioni disponibili in Italia.

Pro e contro del cellulare come POS

Poter usare il proprio telefono come terminale di pagamento ha il suo fascino, ma diciamo fin da subito che non è una soluzione adatta a tutti.

Quali sono pro e contro? Li elenchiamo di seguito:

Vantaggi

Il primo vantaggio è il costo iniziale. Diversamente dalle soluzioni classiche, per ricevere pagamenti su smartphone occorre acquistare un apposito dispositivo da collegare al telefono. Altri metodi non comportano neanche l’acquisto di dispositivi esterni, poiché si servono delle componenti integrate nel cellulare.

Per predisporre il telefono a questo tipo di operazione è dunque prevista, nel peggiore dei casi, una spesa di poche decine di euro. Naturalmente, come avviene per i POS tradizionali, si sosterranno spese per l’elaborazione delle transazioni. Ne parleremo più avanti, nella sezione dedicata alle migliori soluzioni.

La spesa iniziale non supera i 50 euro.

Il secondo vantaggio è la mobilità. I lettori di carte da collegare al cellulare sono compatti e leggeri, poco ingombranti e dunque non fastidiosi da trasportare (del resto sono nati proprio per offrire totale mobilità).

Ne beneficiano tutte le attività che necessitano di ricevere pagamenti al di fuori di una sede fissa. Ad esempio, è una soluzione spesso utilizzata dai professionisti che prestano i loro servizi a domicilio o ancora da negozi e ristoranti che offrono il delivery.

Questo metodo mobile per ricevere pagamenti elettronici non deve necessariamente essere l’unica soluzione all’interno di un’attività. Spesso infatti rappresenta un’ottima soluzione come POS secondario da dedicare a determinati scopi, come nel caso della consegna a domicilio.

È possibile ricevere pagamenti con carta ovunque.

Un ulteriore vantaggio concerne i circuiti di pagamento. Sebbene i terminali classici abbiano esteso il loro raggio di circuiti abilitati al pagamento, molti (soprattutto quelli destinati alle piccole imprese e agli autonomi) si limitano alle carte principali, ad esempio Bancomat, Mastercard e Visa.

In alcuni casi potrebbe essere necessario abilitare circuiti come American Express, Union Pay, JCB, Diners e così via. Se il terminale principale non autorizza le transazioni con queste carte, una soluzione rapida ed economica può essere quella di acquistare un POS mobile senza canone da dedicare ai circuiti secondari. In alcuni casi si beneficia anche di tariffe più convenienti.

Ideale per ricevere pagamenti da carte come Amex e UnionPay.

Inconvenienti

Il primo inconveniente è di natura pratica. Lo smartphone è un dispositivo destinato a molteplici usi, peraltro sempre espandibili attraverso l’installazione di app. Che si tratti di un telefono personale o dedicato al lavoro, rimane pur sempre un dispositivo destinato a svariati scopi, ben diverso da un dispositivo “specializzato”.

Va da sé che in un’attività con un afflusso intenso di clienti che pagano con carta le prestazioni del cellulare rischiano di subire cali più velocemente di quanto avvenga con un normale utilizzo. Questo è uno dei motivi che rende inadatto l’uso del cellulare come POS nei negozi con molti clienti – a meno che tra questi solo una piccola parte paghi con carta.

Non è indicato per un uso intenso.

Passiamo ora all’aspetto economico. Mentre per alcune attività commerciali o professionali questa soluzione può essere utile per ridurre al minimo le spese del terminale, per altre rischia di diventare eccessivamente dispendiosa. La peculiarità di questi metodi è infatti l’assenza di canone, tuttavia compensata da una commissione elevata sulle transazioni.

In linea di massima, usare lo smartphone al posto del terminale è conveniente per le attività che ricevono pochi pagamenti con carta. Un negozio che elabora ogni mese diverse migliaia di euro in transazioni elettroniche non trae alcun beneficio da questa soluzione. Approfondiamo tale aspetto più avanti, nella sezione dedicata alle soluzioni disponibili in Italia.

È conveniente solo per chi elabora un volume basso di transazioni.

Quali sono i metodi per accettare pagamenti con il telefono?

Esistono diversi modi per trasformare il telefono in terminale di pagamento. Di seguito proponiamo una breve spiegazione delle caratteristiche dei metodi principali.

POS mobile

Il metodo più popolare è il lettore di carte per smartphone, noto semplicemente come POS mobile.

Si tratta di un dispositivo dalle dimensioni modeste, si collega al proprio telefono via bluetooth e, attraverso un’applicazione installata sullo stesso smartphone, si ricevono pagamenti con carta.

Immagine: Mobile Transaction

Il POS mobile trasmette i dati della carta al telefono tramite collegamento Bluetooth

Il POS mobile serve dunque a leggere i dati della carta ed inviarli al telefono. Sarà proprio il telefono ad elaborare la transazione, cioè a comunicare con il gestore del servizio.

Ribadiamo che il lettore di carte non può funzionare in modo autonomo ma solo collegato ad un cellulare (a sua volta connesso ad internet).

Usarlo è semplice: dopo una breve configurazione iniziale basterà assicurarsi che il bluetooth del telefono sia attivo per avere il lettore sempre disponibile all’uso.

Sul telefono, in un’apposita applicazione si digita l’importo e si conferma con il tasto verde per abilitare il POS a ricevere il pagamento. Come su un comune terminale, il cliente potrà avvicinare la sua carta contactless oppure inserirla nello slot per il classico pagamento con chip.

Link di pagamento e codici QR

Pagamenti con codice QR e link di pagamento sono sostanzialmente lo stesso metodo, con una piccola variante.

Consiste nell’invio di un link, tramite un’applicazione installata sul telefono, al cliente che desidera pagare con carta. Il suddetto link può essere mostrato anche tramite un codice QR che il cliente scansiona con la fotocamera del proprio smartphone.

L'esercente espone il codice QR alla cassa, il cliente lo inquadra con lo smartphone

Cliccando sul link o inquadrando il QR si accede alla pagina di pagamento, dove il cliente stesso potrà inserire i dati della sua carta di credito, di debito o prepagata.

Il codice QR è pensato per i pagamenti in presenza, ad esempio in negozio. Di solito viene esposto preventivamente al punto cassa, così da semplificare e velocizzare l’operazione di pagamento.

Il link è invece destinato ai pagamenti a distanza, molto utile nel settore della ristorazione con servizio di delivery.

Tap to Pay

Un metodo da poco lanciato in Europa e per questo ancora poco diffuso è il Tap to Pay.

Si serve della tecnologia NFC (contactless) presente su tutti gli smartphone ma prevalentemente utilizzata per pagare anziché per ricevere pagamenti.

Immagine: myPOS

myPOS Glass

Un uso comune dell’antenna NFC è il pagamento tramite Apple Pay e Google Pay; in questo caso il telefono trasmette i dati della carta al terminale contactless. La stessa antenna viene oggi utilizzata per le operazioni “in entrata”, cioè per l’operazione inversa: il telefono non invia, bensì riceve i dati, comportandosi esattamente come un POS contactless.

A differenza del lettore di carte per cellulare che accetta anche carte con chip o banda magnetica, il Tap to Pay è abilitato unicamente alla ricezione dei pagamenti contactless. Tale circostanza potrebbe non costituire un grosso problema, essendo oggi tutte le carte dotate di tecnologia contactless.

Le migliori soluzioni per piccole imprese e professionisti

Prima di scoprire quali sono le migliori opzioni, ricordiamo ancora una volta che i modelli tariffari impiegati da POS mobile e Tap to Pay sono adatti solo per volumi bassi di transato elettronico, cioè per quelle attività che tuttora ricevono molti pagamenti in contanti e cercano dunque una soluzione poco impegnativa.

Il lettore di carte per smartphone più famoso è SumUp Air.

Si acquista al prezzo di 39,99 €, non si paga il canone bensì una commissione dell’1,95% sui pagamenti ricevuti.

Foto: Emmanuel Charpentier, Mobile Transaction

Eliminati i costi fissi, la spesa complessiva mensile dipende dal volume di transazioni elaborate.

Considerata la tariffa, è una soluzione conveniente per chi riceve fino a 1.000 euro di pagamenti con carta ogni mese. Meno pagamenti si ricevono con il POS, meno si paga in commissioni.

Nel servizio sono inclusi strumenti e funzioni come fatturazione elettronica, conto business con prepagata, pagamenti a distanza tramite link e negozio online.

Per approfondire questa soluzione si consiglia la Recensione SumUp

Anche Nexi, il più grande operatore italiano nel settore dei pagamenti elettronici, mette sul campo il suo POS mobile con un piano tariffario molto simile a quello del concorrente appena citato.

Il lettore di carte ha un costo di 29 €, non c’è canone ma la sola commissione sulle transazioni elaborate.

La commissione sui circuiti Bancomat, Visa e Mastercard è pari all’1,89% dell’importo, mentre viene addebitata una tariffa più elevata su UnionPay e JCB (2,39%). Non è invece possibile accettare le carte di credito American Express.

Per ulteriori informazioni si può consultare la Recensione Nexi POS mobile

Per quanto riguarda il metodo Tap to Pay, al momento non c’è possibilità di scelta in quanto è una sola azienda a proporlo in Italia. Si tratta di myPOS.

La soluzione per usare il proprio cellulare come un POS (senza dispositivi esterni) si chiama myPOS Glass e permette di scegliere tra due piani tariffari:

  • Starter: senza canone, commissione di 1,70 % + 0,05 €
  • Pro: canone di 4,90 € al mese, commissione di 1,20 % + 0,05 €

La tariffa riportata si riferisce tuttavia alle sole carte Mastercard, Visa, VPay e Maestro, mentre sono molto più elevate sugli altri circuiti, sulle carte commerciali (ad esempio quelle aziendali) e sulle carte emesse fuori dall’Unione Europea.

Dal momento che le tariffe sulle transazioni sono molto più convenienti rispetto a quelle di SumUp e Nexi, è opportuno chiarire alcuni aspetti di questo servizio.

Mentre i concorrenti accreditano gratuitamente le somme incassate sul conto corrente dell’utente, myPOS effettua gli accrediti su un conto di moneta elettronica. Per effettuare il trasferimento dei fondi sul proprio conto bancario è necessaria l’esecuzione di un bonifico, la cui commissione è di 3 euro.

In altre parole, l’accredito sul conto corrente ha un costo di 3 euro per singola operazione. Nonostante sia lo stesso utente a decidere quando eseguire il bonifico, la presenza di questo costo “variabile” fa perdere di fatto la convenienza della commissione sul transato. Da valutare con attenzione, magari dando un’occhiata alla Recensione myPOS.

Per quanto riguarda il pagamento con carta tramite codice QR, l’unico servizio disponible in Italia è attualmente fornito da Bancomat Pay.

Potrebbe interessarti il nostro Confronto tra i migliori POS mobile