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Perché accettare Google Pay e Samsung Pay nel proprio negozio?

Di Adriana Capasso|2018-10-22T15:19:28+00:0013 Settembre 2018|Tag: , |

I pagamenti digitali trovano la loro massima espressione nelle tecnologie ormai comuni che permettono di pagare in pochi secondi con il proprio smartphone, sia online che in negozio.

Con l’arrivo di Google Pay si completa un quadro già iniziato da Samsung Pay e Apple Pay, operativi da qualche tempo nel settore del mobile proximity payment.

Perché accettare Google Pay e Samsung Pay nel proprio negozio? Cosa cambia per il commerciante? Ci sono costi aggiuntivi? Nel presente articolo scopriamo i vantaggi per le piccole imprese ed attività commerciali dell’accettare i nuovi metodi di pagamento.

Cosa sono e come funzionano

Google Pay (GPay) e Samsung Pay sono due sistemi di pagamento. Il primo – precedentemente noto come Android Pay – è gestito dalla celebre multinazionale del web, mentre il secondo può essere utilizzato in via esclusiva su dispositivi a marchio Samsung.

Dal punto di vista dell’utente e consumatore, i due sistemi consistono in una semplice applicazione da installare gratuitamente sul cellulare.

Qui potranno essere registrati i dati relativi ad una o più carte di pagamento, ossia carte di credito, carte di debito o carte prepagate.

Grazie a queste applicazioni gratuite il cliente potrà pagare in negozio avvicinando il telefono abilitato al terminale POS, in modo analogo a quanto avviene con una carta contactless.

Loghi Google Pay e Samsung Pay

I loghi di G Pay e Samsung Pay

Rispetto alla carta contactless, il pagamento con GPay o Samsung Pay risulta ancor più veloce. L’autorizzazione all’uso della carta registrata avviene infatti attraverso impronta digitale sullo stesso smartphone del cliente.

Il codice PIN non dovrà essere digitato, indipendentemente dall’importo speso.

Samsung Pay è disponibile in Italia per i circuiti MasterCard, Visa, VPay e Maestro.

Google Pay è stato lanciato di recente ed è destinato a prendere il sopravvento rispetto al sistema concorrente. Il sistema è già supportato da Widiba, Revolut, N26, PosteItaliane, Mediolanum, Hype, Nexi, boon e CartaBCC.

Il concorrente più temuto da Google è Apple Pay, operativo in Italia su iPhone e Apple Watch già da qualche tempo – e per questo supportato da numerosi istituti bancari e fornitori di carte prepagate.

I vantaggi per le attività commerciali

In Italia i pagamenti con smartphone sono stati protagonisti di un’impennata del +60% rispetto al periodo di riferimento precedente, con una spesa complessiva pari a 70 milioni di euro, destinata inesorabilmente a picchi di crescita ancor più elevati.

Secondo le previsioni dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano, in pochi anni si assisterà ad una sorta di transizione dei metodi di pagamento, passando dai 70 milioni del 2017 ad un minimo di 3,2 miliardi di euro nel 2020.

La scalata dei pagamenti mobili – o mobile proximity payments – sarà supportata proprio dall’arrivo di Google Pay.

Mentre il concorrente Apple Pay – pur vantando un’elevata popolarità – limita il suo utilizzo a dispositivi del marchio Apple, il sistema di pagamento lanciato da Google apre a qualsiasi modello di smartphone con sistema Android. In altre parole, a tutti gli altri smartphone non marchiati dalla “mela morsicata”.

I vantaggi dell’accettare GPay e Samsung Pay sono a questo punto evidenti. Se nel 2018 offrire tale metodo di pagamento ai propri clienti vuol dire in un certo senso essere all’avanguardia, nel 2019 costituirà una corsa per mettersi al passo con i concorrenti.

Per ricevere un pagamento con Google Pay o Samsung Pay è sufficiente avvicinare al POS lo smartphone abilitato del cliente.

Cosa cambia per i commercianti?

Le piccole imprese saranno liete di sapere che, in buona sostanza, non cambia nulla.

Dare ai propri clienti la possibilità di pagare con smartphone attraverso Google Pay, Samsung Pay e Apple Pay non comporta costi aggiuntivi. Nessun contratto deve essere firmato, nessun canone deve essere pagato.

Per adeguarsi ai pagamenti mobile occorrerà semplicemente possedere un POS abilitato ai pagamenti contactless, ossia di un comune terminale.

Le transazioni avverranno sui normali circuiti di pagamento – es. MasterCard, Visa, Maestro, ecc. – mentre GPay, Samsung Pay e Apple Pay costituiscono semplicemente un tramite a zero spese.

Logo contactless

I POS che presentano il logo contactless sono abilitati ai pagamenti con Google Pay e Samsung Pay.

Se disponi di un lettore di carte fornito dalla banca recentemente, con tutta probabilità puoi già ricevere pagamenti attraverso Google Pay e concorrenza.

Se invece possiedi un terminale datato, il consiglio è di contattare il proprio fornitore – banca o acquirer – per richiedere la sostituzione del vecchio apparecchio con un POS contactless.

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