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Come pagare con lo smartphone: i metodi per lasciare il portafogli a casa

Di Emily Sorensen|2019-01-21T07:43:39+00:0013 Dicembre 2018|Tag: , , |

Con pagamenti mobile si fa riferimento a qualsiasi tipo di transazione effettuata attraverso un dispositivo mobile, come il cellulare o lo smart watch.

Oggi più che mai siamo dipendenti dagli smartphone, e presto potremo diventarlo anche in materia di pagamenti.

Apple Pay e Google Pay sono già entrati nelle nostre vite e, secondo le previsioni, entro pochi anni saranno utilizzati per un’importante fetta del transato complessivo del nostro paese.

Come pagare con smartphone e altri dispositivi mobili?

Nel presente articolo illustriamo tutti i metodi per rimpiazzare non solo banconote e monete ma perfino le carte di pagamento.

Soluzioni su terminale POS

Pagamenti NFC

L’uso dei pagamenti Near-Field Communication (NFC) si diffonde rapidamente e possiamo constatarlo nella quotidianità. Ma come funziona?

Gli smartphone NFC comunicano con i terminali abilitati alla medesima tecnologia grazie all’identificazione della frequenza radio in prossimità. Vale a dire che il telefono non deve toccare il POS per trasferire informazioni – cioè per effettuare il pagamento – perché è sufficiente avvicinarlo di pochi centimetri.

In Italia alcune città – prima fra tutte Milano – hanno implementato la possibilità di pagare il trasporto pubblico con NFC al posto della classica tessera magnetica o biglietto cartaceo. Lo stesso avviene a Londra, nel Regno Unito, e nelle grandi città della Cina.

La tecnologia NFC consiste in un trasferimento diretto e praticamente istantaneo di dati criptati verso terminali di pagamento.

Si tratta di un procedimento molto più rapido della carta chip & pin ma anche della stessa carta contactless, dal momento che nessuna tessere dovrà essere estratta dal portafogli o dalla borsa – mentre il telefono è perennemente nelle nostre mani.

Per cogliere le prospettive riguardanti questo metodo di pagamento basta osservare i produttori di smartphone, negli ultimi tempi sempre più orientati ad investire nel perfezionamento della suddetta tecnologia.

iPhone è considerato il primo dispositivo ad aver utilizzato l’impronta digitale – funzionalità nota come Touch ID – al posto del codice segreto per autorizzare il pagamento con Apple Pay. Lo stesso marchio ha puntato in seguito sul Face ID, ossia sul riconoscimento facciale, per attivare la NFC semplicemente guardando il display del telefono.

Nel frattempo i pagamenti contactless con lo smartphone e con i wearables (es. smart watch) sono diventati popolari anche sui dispositivi Android grazie a Samsung Pay e Google Pay.

iPhone usa il riconoscimento dell’impronta digitale per finalizzare il pagamento con Apple Pay

Pagamenti a onde sonore

I pagamenti sound waves-based, ossia ad onde sonore, rappresentano una soluzione all’avanguardia che può funzionare in teoria sulla totalità dei dispositivi mobili. Le transazioni vengono elaborate attraverso particolari onde sono contenenti informazioni criptate.

Le onde sonore vengono inviate dal terminale al telefono per trasmettere i dettagli della transazione; il cellulare converte tali informazioni in segnali analoghi per finalizzare il pagamento. In questo caso lo smartphone si serve di una semplice applicazione e non necessita di componenti aggiuntivi.

I pagamenti ad onde sonore costituiscono una soluzione più accessibile in quei paesi non particolarmente sviluppati, dove l’uso di smartphone di ultima generazione non è ancora diffuso.

Pagamenti MST

I pagamenti Magnetic Secure Transmission (MST) rappresentano un’ulteriore soluzione per pagare con lo smartphone. I cellulari Samsung si servono sia della tecnologia NFC che di quella MST per l’elaborazione dei pagamenti contactless.

Segnali che emulano la banda magnetica delle carte di credito vengono inviati dal telefono e rilevati dal terminale. Alcuni POS potrebbero richiedere un aggiornamento software per accettare MST, tuttavia buona parte dei dispositivi moderni è già abilitata.

Questo particolare metodo di pagamento che emula le carte con banda magnetica è sicuro quanto la tecnologia NFC, ossia più sicuro delle tradizionali carte.

Pagamenti in negozio e in remoto

Wallet digitali

Noto come e-wallet, mobile wallet o wallet digitale, si tratta in parole semplici di un portafogli elettronico contenuto in uno smartphone o smart watch. Si installa come una normale applicazione, alla quale sarà necessario accedere con le credenziali ottenute alla sottoscrizione del servizio.

I portafogli digitali possono servirsi di diverse tecnologie – nella maggior parte dei casi della NFC, in altri casi dei codici QR.

Un esempio è costituito dall’applicazione Wallet di Apple, all’interno della quale si possono registrare carte di pagamento, carte fedeltà e biglietti digitali.

Permette di pagare online autorizzando il pagamento con l’impronta digitale, oppure in negozio avvicinando il telefono al terminale.

Google Pay e Samsung Pay sono i due principali concorrenti del marchio con sede a Cupertino.

Wallet di Apple può contenere carte di pagamento, carte fedeltà e biglietti

In Italia ci si può affidare anche a Hype e YAP. Il primo viene fornito insieme ad una carta prepagata disponibile anche in versione gratuita, mentre il secondo offre unicamente una carta virtuale.

Anche i wallet digitali rispettano i più alti standard di sicurezza: funzionano con la trasmissione di dati criptati complessi o il sistema del token, ossia con un numero generato in maniera casuale da usare entro breve tempo.

Oltre alle carte di credito, di debito e prepagate, nei mobile wallet è possibile registrare anche carte fedeltà, carte d’imbarco, biglietti e altri documenti importanti leggibili in maniera digitale.

Pagamenti QR

I codici QR (Quick Response) vengono impiegati in molteplici campi, incluso il marketing. Pubblicità ed etichette dei prodotti riportano spesso questo codice bianco e nero dall’aspetto quadrato e pixelato. Rilevandolo attraverso la fotocamera del telefono conduce ad una specifica pagina web.

Non tutti sanno che gli stessi codici possono essere usati per pagare in negozio o online.

In Italia i pagamenti QR sono rappresentati principalmente da Satispay, una startup nazionale che si è fatta strada proponendo tariffe convenienti per gli esercenti e programma cashback per i consumatori. A fargli concorrenza è Glase, prima noto come SEQR, anch’esso  collegare ad un conto corrente. Per iniziare ad usarli è sufficiente scaricare l’app gratuita, registrarsi e comunicare i dati per l’addebito diretto.

Negli Stati Uniti questo metodo di pagamento viene utilizzato in tutti i negozi Walmart, tra le maggiori catene di ipermercati americani. Il noto brand si serve di un’applicazione propria, chiamata Walmart Pay.

I codici QR richiedono alcuni passaggi per finalizzare la transazione: sblocco del telefono, apertura dell’app, inquadratura del codice.

Rispetto al metodo NFC, le transazioni con codice QR sono considerate meno rapide.

Diversamente da Apple Pay e Google Pay – che si integrano perfettamente al sistema operativo – questo tipo di pagamento con smartphone richiede infatti l’apertura di un’app di terze parti (previo sblocco del cellulare) ed inquadratura del codice esposto alla cassa.

Oltre all’uso in negozio, il pagamento da smartphone con QR può essere utilizzato anche online con lo stesso principio.

Pagamenti in remoto

Pagamenti online

Pagare su internet è un’operazione ormai comune quanto quella di pagare in negozio. Per farlo si utilizza una connessione WiFi, 3G o 4G ed un browser (es. Chrome o Safari) che consente di navigare in rete.

I metodi di pagamento disponibili sono in questo caso molteplici. Ad esempio, è possibile immettere manualmente i dati della propria carta all’interno di un modulo digitale, usare l’addebito diretto sul conto corrente, servirsi di PayPal o Amazon Pay oppure saldare una fattura dal proprio conto online.

Lo smartphone può essere utilizzato per pagare in remoto attraverso internet, inserendo i dati della propria carta all’interno di un’app o su un sito.

Tali modalità sono accessibili sia da computer che smartphone. Nei primi anni 2000, o meglio nell’epoca in cui sui telefoni non si poteva ancora usufruire della connessione ad alta velocità, per l’esecuzione di un pagamento i dispositivi si servivano del cosiddetto Wireless Application Protocol – e le transazioni venivano classificate come pagamenti WAP.

Pagamenti SMS

I pagamenti SMS consentono, come intuibile, di effettuare un pagamento con un messaggio di testo.

La procedura prevede l’invio dei dati necessari al numero del beneficiario e l’addebito sul conto telefonico della somma corrispondente. In altre parole, si paga attraverso l’operatore dei servizi telefonici in abbonamento o ricaricabili.

In passato i pagamenti SMS hanno avuto una certa popolarità all’estero anche per scambi di denaro tra privati. In Italia sono comunemente utilizzati per effettuare donazioni ad enti di beneficenza ma anche per sottoscrivere servizi in abbonamento.

Addebito su conto telefonico

Il Direct Carrier Billing (DCB) è un metodo di pagamento che si serve dell’addebito su conto telefonico o sul credito residuo di una ricaricabile. In tale maniera non vengono coinvolte carte di credito e conti bancari.

I pagamenti DCB comportano l’inserimento del proprio numero di telefono in un modulo digitale e la conseguente verifica dell’identità, solitamente tramite codice segreto temporaneo inviato per SMS.

Gli importi saranno addebitati sulla bolletta del servizio telefonico oppure sottratti dal credito presente sulla SIM prepagata.

Google Play e App Store mettono a disposizione questa modalità di pagamento, e può essere inoltre ritrovata per le votazioni relative ai programmi televisivi, ad esempio per i reality show in diretta.

Banca online

In alcuni paesi europei, come la Svezia e il Regno Unito, il cosiddetto mobile banking ha alle spalle una lunga storia iniziata verso la fine degli anni ’90. Oggi i conti online rientrano nella normalità e anche in Italia sempre più persone abbandonano le banche tradizionali per unirsi a quelle digitali.

I conti online permettono di tenere sotto controllo le proprie finanze, oltre che di pagare fatture, bollette, tasse e ricaricare il credito telefonico.

Con il conto online è possibile effettuare pagamenti con diverse modalità – ad esempio bonifico, addebito diretto, bollettini postali, trasferimenti diretti tra privati.

Questa varietà di metodi è accomunata dal fatto di poter essere eseguita ovunque e in qualunque momento dal titolare del conto, su smartphone o computer, attraverso un’app o una piattaforma web accessibile da browser.

Si elimina dunque la sede fisica della banca, che di fatto si sposta online, e l’interazione con l’impiegato viene totalmente eliminata dagli strumenti digitali messi a disposizione di ogni correntista.

La sicurezza è assicurata innanzitutto da credenziali personali e segrete, poi dal sistema della password temporanea generata casualmente ed inviata tramite SMS al numero certificato del titolare del conto. La sua validità è di pochi minuti e una volta scaduta non potrà essere più utilizzata.

In alcuni casi le banche si servono dei cosiddetti token, ossia di piccoli dispositivi (di dimensioni simili a quelle di una chiavetta USB) che generano il codice causale alla pressione di un tasto. Ancora in uso, saranno presto rimpiazzati dall’analogo sistema via messaggio di testo.