Se siamo giunti nell’anno corrente con le idee confuse, almeno per una volta non è colpa degli italiani.
I dubbi sono dovuti ai continui tira e molla su una proposta di legge che mirava all’innalzamento del limite sulle transazioni in denaro contante.
Prelievo contanti: cosa è cambiato nel 2026?
Le domande più comuni riguardano i seguenti aspetti:
- Quanto contante posso prelevare?
- Fino a quale importo posso pagare in contanti?
- Cosa accade se supero i limiti fissati dalla legge?
Nel presente articolo rispondiamo alle suddette domande, facendo chiarezza sulle norme in vigore che regolano l’uso del cash.
Prelievo contanti 2026: limiti e regole
Le regole che si applicano al prelievo cash sono contenute nel Decreto legislativo n. 231 del 2007. Nonostante ciò, trattandosi di un tema politicamente controverso, la versione originale del testo è sottoposta a ricorrenti modifiche.
Scopriamo quali sono le attuali disposizioni in materia.
Quali sono i limiti di prelievo?
Partiamo dalle basi: la legge dello Stato non fissa limiti sull’operazione di prelevamento contanti.
Esatto: abbiamo il diritto di ritirare qualsiasi importo dal nostro conto corrente, in qualsiasi momento.
Se vado in banca e voglio prelevare una cospicua somma di contante disponibile sul mio conto, nessuno può impedirmi di entrare in possesso dei miei stessi soldi.
Detto ciò, superato un determinato importo di movimenti mensili in denaro cash (prelievi e/o versamenti), l’istituto bancario deve – per legge – segnalare alle autorità competenti in materia.
L’importo limite che fa scattare automaticamente la segnalazione è 10.000 €. Approfondiamo più avanti cosa succede in caso di segnalazione.

Perché non posso prelevare più di x € all’ATM?
Se non esistono limiti imposti dalla legge, perché l’ATM – ossia lo sportello automatico – non mi permette di prelevare più di un determinato importo?
A scegliere il limite di prelievo è l’istituto bancario. Basta pensare al fatto che ogni banca applica limiti diversi alle operazioni singole, giornaliere e mensili.
Ci sono diversi motivi dietro questa scelta, e uno di questi è la sicurezza del cliente. Nel caso in cui dovesse smarrire la sua carta bancomat o subire un furto, il danno sarebbe limitato.
A tale argomento dedichiamo un’apposita sezione più avanti, ma prima concludiamo il discorso sui veri limiti normativi.
Limiti sul trasferimento di contanti
Diverse sono le regole sull’uso del cash, più restrittive.
In Italia possiamo pagare in contanti fino a 4.999 €.
A partire da 5.000 € è obbligatorio il pagamento mediante metodi tracciabili, ad esempio:
- carta di credito
- carta di debito / bancomat
- carta prepagata
- bonifico bancario
- assegno bancario o postale
- app di pagamento
Attenzione – Non serve frazionare il pagamento in diverse rate cash. Se l’importo di una transazione è pari o superiore a 5.000 euro, poco importa se viene pagato in un’unica soluzione o rateizzato. Conta solo il totale.
Va da sé che parliamo di operazioni regolarmente dichiarate al fisco, ossia quelle per cui viene emessa ricevuta o fattura. In caso contrario si incorre nel reato di evasione fiscale.

Non si scappa dunque dalla regola del pagamento tracciabile al di sopra dei 4.999 euro.
Un’ulteriore nota da non sottovaluta. Il medesimo limite si applica a tutti i trasferimenti di contante, non esclusivamente alle transazioni commerciali.
In altre parole, la soglia dei 4.999 euro vale per acquisti, vendite ma anche per donazioni e altre operazioni che non prevedono profitti.
In caso di violazione rischiamo di incorrere in sanzioni.
Al comma 3-bis art. 49 del D.Lgs 231/2007 si legge:
A decorrere dal 1° gennaio 2023, il predetto divieto di cui al comma 1 è riferito alla cifra di 5.000 euro.
Il comma 1 fa riferimento, nello specifico, al «trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche.»
Che si tratti di pagamento per acquisto di beni o servizi, di una donazione o di un prestito, lo scambio può avvenire in contanti solo se non supera 4.999 euro (o valore equivalente in moneta estera).
In breve
- La legge italiana non limita i prelievi di contante
- Il correntista può ritirare qualsiasi somma dal proprio conto
- I limiti sulle operazioni di prelievo presso gli sportelli automatici sono stabiliti dalle banche
- Il limite di 4.999 € riguarda unicamente il trasferimento di contanti, non il prelievo
Quando si rischia una segnalazione?
Partiamo dal seguente presupposto: allo Stato non interessa sapere in quale supermercato o centro commerciale spendiamo i nostri soldi. Non sono informazioni così interessanti, e del resto potremmo semplicemente essere poco inclini al digitale.
Secondo le ultime rilevazioni, il 52% delle transazioni in Italia avviene ancora in denaro contante. Se la maggior parte delle trasazioni sono lecite, è innegabile che il cash sia il mezzo preferito dagli evasori.
È per questo motivo che i controlli avvengono in caso di anomalie, per esempio:
- prelievi e/o versamenti di somme cospicue
- prelievi e/o versamenti di somme modeste ma ripetuti frequentemente
Dunque, solo in presenza di condizioni specifiche le autorità possono avviare controlli per accertare che quei movimenti non alimentino l’economia sommersa o magari attività illecite.

È la normativa antiriciclaggio a regolare la materia dei controlli.
Tali norme impogono a tutti gli istituti finanziari di comunicare periodicamente all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) depositi e prelievi di contante superiori a 10.000 euro mensili.
Gli stessi istituti hanno onere di segnalazione nel caso in cui siano a conoscenza o abbiano un ragionevole sospetto di operazioni illecite o di riciclaggio (art. 35 D.Lgs. 231/2007):
I soggetti obbligati inviano senza ritardo alla UIF, una segnalazione di operazione sospetta quando sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o che comunque i fondi, indipendentemente dalla loro entità, provengano da attività criminosa.
Ribadiamo ancora una volta che controllo non è sinonimo di divieto.
Le norme antiriciclaggio stabiliscono semplicemente i casi in cui devono partire gli accertamenti.
Cosa succede in caso di segnalazione?
Effettuare un prelievo di diecimila euro o più non vuol dire automaticamente che la somma sia destinata a scopi illeciti. Qualora il soggetto sottoposto ad accertamento sia in grado di dimostrare la legittimità delle operazioni, non deve temere nulla.
È tuttavia importante capire come avviene il controllo.
La UIF, allertata da un istituto finanziario, verifica la movimentazione di tutti i conti correnti appartenenti al soggetto.
Solo in seguito valuta se proseguire o meno con una segnalazione all’autorità giudiziaria.
La somma in sé non è sufficiente a innescare indagini da parte dell’autorità giudiziaria, motivo per cui sono previsti controlli preventivi. Solo in caso di conferma dei sospetti si procede con la denuncia agli inquirenti.
Nota bene
Si tiene conto della somma complessiva prelevata in un dato periodo.
Non vi è differenza tra le due circostanze:
- prelievo singolo di 10.000 euro
- dieci prelievi di 1.000 euro in un mese
Ancora una volta, a contare è il totale nel periodo (mese) e non la singola operazione.

Chi sono i «soggetti obbligati» a segnalare?
È un’espressione ricorrente nelle leggi antiriciclaggio in riferimento all’obbligo di segnalazione, ma chi sono i «soggetti obbligati»?
A chiarirlo è il decreto più volte menzionato nel corso del presente articolo.
L’argomento è altresì presentato nella pagina Segnalazioni di operazioni sospette del sito UIF/Banca d’Italia, dove si elencano:
- intermediari bancari e finanziari
- altri operatori finanziari e non finanziari
- professionisti nell’esercizio della professione in forma individuale, associata o societaria
- prestatori di servizi di gioco
- società di gestione accentrata di strumenti finanziari
Chiunque, nell’esercizio della sua professione, sospetti o venga a conoscenza di operazioni di riciclaggio o altre attività illecite ha obbligo di segnalazione alla Unità di Informazione Finanziaria.
Gli istituti finanziari quali banche, istituti di moneta elettronica, assicurazioni e società di investimento sono naturalmente soggetti a controlli più rigorosi, tuttavia non sono gli unici a essere sottoposti a tale onere.
Precisiamo infine che nella definizione di istituti di moneta elettronica rientrano anche le cosiddette carte prepagate, app di pagamento e wallet digitali. Nessuno strumento di pagamento può dunque fuggire alle verifiche della UIF.
Limiti imposti dalle banche sul ritiro di banconote
Si è spesso indotti a pensare che sia lo Stato a imporre limiti sul prelievo, ma abbiamo visto che non è così.
Perché, allora, non possiamo prelevare più di un determinato importo allo sportello automatico?
Limiti di prelievo presso l’ATM
Ogni banca impone limiti sul prelievo di contanti. Generalmente si tratta di un importo massimo giornaliero, settimanale e/o mensile.
Tali limiti vengono riportati nei fogli informativi e nella documentazione relativa al conto corrente. Chiunque, prima di procedere all’apertura del conto, può verificare le condizioni sul prelevamento ed eventualmente optare per altri istituti.
Quali sono i limiti presso gli ATM, ossia gli sportelli automatici dove normalmente avviene il prelievo?
Nella tabella seguente riepiloghiamo i massimali di alcune delle principali banche che operano in Italia:
| Istituto | Limite prelievo ATM |
|---|---|
| Banca Progetto | 1.000 € / giorno, mese |
| Banca Sella | 250 € / giorno |
| BNL | 2.000 € / giorno 7.750 € / mese |
| BPER | 500 € / giorno 3.000 € / mese |
| Hype | 250 € / singolo 500 € / giorno 1.000 € / mese |
| IBL | 750 € / giorno 3.000 € / mese |
| ING | 500 € / giorno 4.500 € / mese |
| Intesa Sanpaolo | 1.500 € / giorno 5.000 € / mese |
| isybank | 3.000 € / giorno 10.000 € / mese |
| Mediolanum | 1.000 € / giorno 4.500 € / mese |
| Mooney | 300 € / operazione 600 € / giorno 2.500 / mese 30.000 € / anno |
| Revolut | 3.000 / mese |
| Unicredit | 500 € / giorno 2.500 € / mese |
| Istituto | Limite prelievo ATM |
|---|---|
| Banca Progetto | 1.000 € / giorno, mese |
| Banca Sella | 250 € / giorno |
| BNL | 2.000 € / giorno 7.750 € / mese |
| BPER | 500 € / giorno 3.000 € / mese |
| Hype | 250 € / singolo 500 € / giorno 1.000 € / mese |
| IBL | 750 € / giorno 3.000 € / mese |
| ING | 500 € / giorno 4.500 € / mese |
| Intesa Sanpaolo | 1.500 € / giorno 5.000 € / mese |
| isybank | 3.000 € / giorno 10.000 € / mese |
| Mediolanum | 1.000 € / giorno 4.500 € / mese |
| Mooney | 300 € / operazione 600 € / giorno 2.500 / mese 30.000 € / anno |
| Revolut | 3.000 / mese |
| Unicredit | 500 € / giorno 2.500 € / mese |
Da notare che gli istituti in elenco impongono massimali decisamente inferiori rispetto alla soglia che fa scattare un eventuale controllo da parte dell’UIF.
Il correntista può, in qualsiasi momento, ritirare qualsiasi importo di denaro nella forma in cui desidera. Semplicemente non potrà farlo presso lo sportello automatico.
Per ritirare importi superiori dovrà rivolgersi all’operatore di sportello, vale a dire entrare in filiale e chiedere al personale presente.
Resta la facoltà, anzi l’onere, da parte della banca di chiedere spiegazioni ed eventualmente segnalare l’operazione al verificarsi delle condizioni menzionate in precedenza.
Alternative ai contanti
Per eseguire pagamenti contestuali alla consegna del bene sono disponibili alcune alternative al contante, soprattutto se l’importo da pagare è pari o superiore a 5.000 euro.
Tra le opzioni:
- Assegno circolare
- Bonifico istantaneo
- Pagamento con carta
Escludendo gli ultimi due metodi (anch’essi soggetti a limiti di sicurezza o massimali prefissati), tramite assegno circolare possiamo trasferire somme ingenti di denaro, ad esempio per perfezionare la compravendita di un immobile.
Commissioni sul prelievo
Contrariamente a quanto affermano gli esercenti, il contante ha un costo.
Le operazioni di ritiro di denaro cash presso l’ATM – e ancor di più presso sportello con operatore – comportano commissioni che finiscono per far lievitare la spesa complessiva del conto corrente.
Talvolta è possibile evitare le commissioni prelevando presso determinati sportelli (quelli appartenenti al gruppo del proprio istituto bancario) o determinati importi di denaro.
Consigliamo di verificare le condizioni economiche sul prelievo nei fogli informativi relativi al proprio conto corrente. Di solito vengono forniti all’apertura del conto; in alternativa sono reperibili nella sezione Trasparenza del sito web della banca.
Abbiamo passato in rassegna le condizioni di alcuni dei principali conti:
| Conto | Commissioni |
|---|---|
| Banca Progetto Conto Key | 2 gratis ogni mese, poi 2,00 € |
| Banca Sella Start |
|
| BNL Smart | 2,00 € |
| BPER |
|
| Hype piano base | Gratis fino a 250 €/mese, operazioni successive 2,00 € |
| IBL Semplice | 2 gratis ogni mese, poi 1,50 € |
| ING | 0,95 € |
| Intesa Sanpaolo XME Silver | Gratis su ATM Intesa Sanpaolo, 2,00 € su altri ATM |
| isybank Light | Gratis su ATM Intesa Sanpaolo, 1,10 € su altri ATM |
| Mediolanum | Gratis |
| Mooney | 2,00 € |
| Revolut Standard | Gratis fino a 200 €/mese, poi 2 % (min. 1,00 €) |
| Unicredit | Gratis ATM Unicredit, 2,00 € su altri ATM |
| Widiba | Gratis per importi superiori a 100 €, 1 € per importi pari o inferiori a 100 € |
| Conto | Commissioni |
|---|---|
| Banca Progetto Conto Key | 2 gratis ogni mese, poi 2,00 € |
| Banca Sella Start |
|
| BNL Smart | 2,00 € |
| BPER |
|
| Hype piano base | Gratis fino a 250 €/mese, operazioni successive 2,00 € |
| IBL Semplice | 2 gratis ogni mese, poi 1,50 € |
| ING | 0,95 € |
| Intesa Sanpaolo XME Silver | Gratis su ATM Intesa Sanpaolo, 2,00 € su altri ATM |
| isybank Light | Gratis su ATM Intesa Sanpaolo, 1,10 € su altri ATM |
| Mediolanum | Gratis |
| Mooney | 2,00 € |
| Revolut Standard | Gratis fino a 200 €/mese, poi 2 % (min. 1,00 €) |
| Unicredit | Gratis ATM Unicredit, 2,00 € su altri ATM |
| Widiba | Gratis per importi superiori a 100 €, 1 € per importi pari o inferiori a 100 € |
Attenzione: se pensate di evitare i costi dello sportello automatico entrando in filiale, sappiate che la medesima operazione effettuata allo sportello con impiegato comporta una spesa perfino maggiore.
Di base occorre sapere che se un’operazione può essere effettuata mediante lo sportello automatico, costerà di più eseguirla con l’assistenza di un impiegato.
Prelievo in negozio o Cash-in-Shop
Non tutti ne sono al corrente, ma da qualche anno è possibile prelevare contanti presso gli esercizi commerciali convenzionati con un servizio Cash-in-Shop.
Come funziona?
Non implica l’uso di ATM, bensì del terminale di pagamento. Si tratta in altre parole di un prelievo POS.
Per effettuare il prelievo in negozio, il cliente deve effettuare un acquisto (anche dall’importo minimo) e comunicare l’importo che intende prelevare. Naturalmente entro i limiti consentiti dall’esercizio commerciale.
Dopo aver effettuato il pagamento con carta di debito o bancomat (acquisto + importo da prelevare), il commerciante consegnerà le banconote al cliente.

Un po’ come se il negoziante restituisse al cliente il resto di una transazione… fatta eccezione per le commissioni.
A tal proposito precisiamo che – almeno nella maggio parte dei casi – sono previsti dei costi. Assicuriamoci di chiedere a quanto ammontano le commissioni sull’operazione.
Occorre sottolineare che le tariffe non sono stabilite dall’esercente, bensì dal fornitore del servizio (banca). Talvolta l’operazione può essere gratuita, altre può comportare una tariffa percentuale in base all’importo prelevato oppure una tariffa fissa.
Eventuali costi saranno addebitati sul conto corrente, vale a dire che non saranno sottratti dal cash che viene consegnato al cliente in negozio.
Fonti
Istruzioni in materia di comunicazioni oggettive (UIF)
Decreto Legislativo n. 231/2007 (Normattiva)
Segnalazioni di operazioni sospette (UIF)
Cash-in-Shop (Banca d’Italia)