Medici, infermieri e operatori sanitari ricorrono sempre più spesso all’uso del terminale per consentire ai propri pazienti di pagare con carta.

Quali sono i motivi che spingono a dotarsi di POS?

Nel presente articolo spieghiamo le ragioni dietro il boom dei pagamenti elettronici nel settore medico-sanitario, poi proponiamo una selezione delle migliori soluzioni.

Perché medici e operatori sanitari sono incentivati all’uso del terminale?

Sono molteplici i fattori che incentivano gli operatori del settore ad acquistare o noleggiare un lettore di carte di credito:

I clienti che si rivolgono a professionisti o strutture non convenzionate con il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) hanno diritto alle detrazioni IRPEF del 19% solo se la transazione è tracciabile. Per ottenere vantaggi fiscali è quindi necessario regolare il conto con uno strumento elettronico.

Lo Stato concede un importante incentivo, denominato Bonus POS, per le attività (professionisti e società) che scelgono di usare il terminale. Si tratta di un credito d’imposta pari al 30% delle spese sostenute per la tenuta e l’uso del dispositivo.

Cresce notevolmente il numero di persone che passano dai contanti alle carte. Il passaggio dal cash alla moneta elettronica è dovuto ad incentivi statali destinati a consumatori ed esercenti (Cashback, Lotteria degli Scontrini), oltre che all’attuale situazione sanitaria. I pagamenti contactless sono, per ovvi motivi, più igienici dei contanti.

A guidare la transizione verso il digitale vi sono dunque vantaggi fiscali, praticità ma anche la normale e prevedibile evoluzione delle abitudini di consumatori sempre più portati verso il digitale.

Le soluzioni per accettare pagamenti con carta in ambito medico

Per scegliere il POS migliore occorre prima di tutto fare una stima del volume mensile di transazioni elettroniche.

Nel caso di un piccolo studio medico, soprattutto nella realtà provinciale, i contanti rappresentano tuttora il principale metodo di pagamento. Alcune offerte sono pensate appositamente per le attività che non incassano molto tramite carta, mentre altre favoriscono volumi elevati di transato.

Oltre l’aspetto puramente economico, talvolta potrebbe essere importante anche il tipo di dispositivo. Oggi esistono lettori di carte molto diversi tra loro, per tecnologia e modalità d’uso (alcuni sono più “difficili” di altri).

Le offerte senza canone

Una delle più note offerte è quella di SumUp, un lettore di carte compatto con piano senza canone.

Il prezzo del modello Air è di 29 € + IVA (offerta sull’acquisto del primo dispositivo), mentre la commissione sulle transazioni è pari all’1,95% dell’importo incassato. Non sono presenti costi fissi né vincoli contrattuali.

Foto: Emmanuel Charpentier, Mobile Transaction

SumUp Air si associa ad uno smartphone e si gestisce via app.

La tariffa è elevata se messa a confronto con altre soluzioni, tuttavia si rivela un’opzione economica per chi elabora fino a 1.000 euro al mese di pagamenti elettronici, considerando anche il prezzo irrisorio del dispositivo.

C’è da dire però che il modello Air non è autonomo: per funzionare deve essere necessariamente associato ad uno smartphone connesso ad internet; da qui si gestirà il lettore di carte attraverso un’applicazione.

L’app SumUp include diverse funzioni interessanti, ad esempio fatturazione elettronica, catalogo dei prodotti e dei servizi, pagamenti a distanza, negozio online. Queste possono tornare utili per le prenotazioni telefoniche qualora si intenda chiedere un anticipo a garanzia dell’appuntamento.

Esiste una seconda versione del lettore, SumUp 3G (prezzo 99 € IVA escl.), completamente autonomo grazie alla SIM dati integrata ed inclusa nell’offerta. Le condizioni economiche restano le stesse.

Foto: Emmanuel Charpentier, Mobile Transaction

SumUp 3G con stampante

SumUp 3G con la sua base-stampante.

Rispetto ad Air è molto più semplice da usare, perché non richiede applicazioni: si accende e si digita l’importo sulla sua tastiera, si conferma e si avvicina la carta del cliente. Non è necessario ricorrere allo smartphone.

In entrambi i casi vengono prodotte ricevute digitali da inviare via SMS o e-mail, tuttavia SumUp 3G è compatibile con la stampante per ricevute cartacee prodotta dallo stesso brand, da acquistare separatamente oppure insieme al prezzo di 199 €.

Un’offerta molto vantaggiosa proviene dal piano Easy Senza Canone di Axerve (Gruppo Sella).

Il prezzo del dispositivo potrebbe scoraggiare (240 € IVA esclusa) ma le commissioni sono decisamente convenienti: nessun costo fisso e la sola tariffa dell’1% su tutte le carte. Tolta la spesa iniziale, per piccole imprese e professionisti è molto più economico di buona parte dei concorrenti, per non dire di tutti.

Perché il prezzo del terminale è elevato? In realtà non lo è, se prendiamo in considerazione i seguenti fattori: è uno smartPOS e in caso di disdetta può essere utilizzato con altri gestori.

Foto: Emmanuel Charpentier, Mobile Transaction

Il Pax A920 permette di installare app per estendere le funzioni.

Si tratta nello specifico di un Pax A920, la cui diffusione inizia a notarsi anche in Italia. Sia l’aspetto che la modalità d’uso sono simili a quelle di un tablet Android (sistema su cui è basato).

È completamente autonomo grazie alla SIM dati integrata con traffico incluso, dunque può essere utilizzato anche in mobilità oltre che nel proprio studio medico. Grazie alla stampante termica è possibile stampare ricevute cartacee che attestano l’avvenuta transazione.

Oltre a ricevere pagamenti con carta, il sistema operativo consente di scaricare applicazioni e sottoscrivere servizi per estendere le funzionalità del dispositivo (programma fedeltà, gestionale, contabilità, ecc.)

Le offerte con canone

Sempre da Axerve arriva l’offerta con canone fisso mensile ma senza commissioni (l’opposto dell’opzione precedente). È dedicata ad aziende e professionisti che incassano con il POS fino a 30.000 euro all’anno.

Il canone mensile è di 17 o 22 euro a seconda del transato ed include il noleggio del terminale; quest’ultimo dovrà essere restituito in caso di disdetta in quanto poiché in comodato d’uso.

Come già accennato, questo piano tariffario è conveniente solo nel caso in cui non si superino 30.000 euro annui di transazioni, poiché in caso contrario si applica una tariffa dell’1,5% sul transato eccedente.

Immagine: Nexi

Il terminale smart di Nexi è disponibile in versione WiFi o 4G.

Uno dei più noti operatori italiani nel campo dei pagamenti elettronici è Nexi, distribuito da alcune importanti banche italiane tra cui Intesa Sanpaolo. La sua menzione è d’obbligo, tuttavia occorre valutare con attenzione i costi.

Rispetto alle offerte precedenti, Nexi mette a disposizione una gamma più estesa di soluzioni, sia dal punto di vista tecnologico che economico. A meno che non si abbiano particolari esigenze pratiche (necessità di molteplici dispositivi, attività con un flusso intenso di pagamenti elettronici) si consiglia di considerare prevalentemente l’aspetto economico.

Il problema principale di questo gestore è la presenza di costi fissi e costi variabili, vale a dire canone mensile + commissioni sul transato.

Il noleggio del POS portatile ammonta a 17,50 euro al mese, mentre per il dispositivo smart (simile a quello offerto da Axerve Senza Canone) si dovranno corrispondere mensilmente 29 euro (versione WiFi) o 39 euro nel caso in cui si intenda usarlo anche in mobilità (versione 4G).

Per quanto riguarda le commissioni, sulle carte PagoBancomat si addebita lo 0,69% dell’importo, mentre sui circuiti MasterCard e Visa si applica l’1,19%. Ricordiamo che tali tariffe si cumulano con la spesa mensile per il noleggio.

Quale scegliere?

Le soluzioni osservate nel presente articolo sono destinate a piccole società e professionisti, ma alcune differenze rendono ognuna adatta ad una particolare esigenze.

Se la ricerca del terminale è dovuta alla sola obbligatorietà imposta dalle norme oppure ad un numero irrisorio di transazioni mensili, è consigliabile risparmiare sul prezzo di acquisto del terminale ed evitare vincoli mensili.

SumUp è in questo caso la soluzione migliore perché offre un dispositivo di qualità ma economico; la sua commissione non è tra le più vantaggiose ma la spesa complessiva sarà ragionevole grazie ad un uso non frequente del POS. Si consiglia alle attività che elaborano fino a 1.000 euro mensili di transazioni elettroniche. Va rimarcata poi la sua utilità per chi visita a domicilio i pazienti: i suoi lettori sono compatti e facili da trasportare, soprattutto il modello 3G.

Chi è disposto a spendere in più per l’acquisto del terminale (per usarlo con maggiore frequenza) dovrebbe invece puntare sull’offerta Axerve Easy Senza Canone: oltre a non avere costi fissi, propone una commissione decisamente inferiore rispetto al concorrente.

Per incassi fino a 2.500 euro al mese si può optare anche per Axerve Easy Senza Commissioni. È previsto un canone di noleggio e il dispositivo deve essere restituito in caso di disdetta ma, per molti, l’opzione all-inclusive conferisce un senso di sicurezza (sempre che non si superi un volume annuo di 30mila euro).

Con spese fisse e variabili, meglio lasciare le soluzioni Nexi alle imprese con un fatturato elettronico di una certa portata: solo con elevati volumi di entrate si ammortizzano i costi periodici. Potrebbe essere la soluzione giusta per cliniche, poliambulatori e centri sanitari.