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Le soluzioni per clienti business del grande gruppo bancario italiano.
Dedicato ai clienti business della banca, con scelta del terminale e servizi aggiuntivi.
  • Pro: Scelta del dispositivo. Tutti i principali cirtuiti accettati. Bancomat Pay e AliPay opzionali.

  • Contro: Canone elevato per il noleggio. Soluzioni migliori per bassi volumi di incasso.

  • Scegli se: Incassi più di 30.000 € all’anno con POS. Sei già cliente Intesa Sanpaolo.

Le caratteristiche del POS Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo (ISP) è uno dei maggiori istituti di credito italiani ed europei e, in quanto tale, vanta una certa diffusione sia tra privati che tra imprese.

Per richiedere il servizio POS del gruppo è necessario essere titolari di un conto business – aziendale o professionale – presso la stessa banca. Se non si è correntisti, dunque, il primo passo da intraprendere è quello di aprire un conto idoneo.

La banca si occupa della fornitura dei terminali, mentre la gestione dei pagamenti viene svolta da Nexi. Da tale configurazione risulta – come si noterà nella sezione successiva della presente recensione – un pagamento frammentato, destinato a due diverse società.

Carte accettate

Pago

Si ha la possibilità di scegliere tra diversi tipi di terminali. Questa scelta è generalmente legata alle esigenze della propria attività (approfondiamo tale aspetto più avanti, nella sezione dedicata ai terminali di pagamento).

Alla ricezione dei pagamenti con carta possono essere aggiunti ulteriori servizi, che tuttavia causeranno l’aumento delle spese mensili. Uno di questi è il sistema InfoVendite, attraverso il quale si ottiene un’analisi dettagliata delle vendite: prodotti popolari, fidelizzazione dei clienti e così via.

Bancomat Pay, AliPay e WeChat Pay possono altresì essere aggiunti alle modalità di pagamento disponibili, per consentire ai clienti del negozio di pagare tramite codice QR.

Tra i servizi accessori compaiono la Dynamic Currency Conversion (DCC) e la mancia. Il primo ha lo scopo di far pagare i clienti extra-UE nella loro valuta di appartenenza, il secondo permette ai clienti di lasciare una mancia anche pagando con carta, selezionando sul display l’opzione apposita.

Gli esercenti avranno la possibilità di richiedere un anticipo sul transato, allo scopo di ottenere subito una quota degli incassi non ancora realizzati. Si tratta in realtà di una vera e propria linea di credito associata ai flussi del terminale e, in quanto tale, prevede l’applicazione di tassi di interesse.

Costi e commissioni

Di seguito mostriamo in tabella le principali voci di spesa:

Costo
Canone mensile per noleggio POS 15 – 45 €
al mese
Bancomat Pay 1,00 €
al mese
Attivazione acquiring (una tantum) 7,50 €
Commissione acquiring (mensile) 2,50 €
Installazione (una tantum) 200,00 €
In caso di furto o smarrimento 200,00 €
Costo
Canone mensile per noleggio POS 15 – 45 €
al mese
Bancomat Pay 1,00 €
al mese
Attivazione acquiring (una tantum) 7,50 €
Commissione acquiring (mensile) 2,50 €
Installazione (una tantum) 200 €
In caso di furto o smarrimento 200 €

Le spese una tantum devono essere corrisposte una sola volta, in occasione dell’attivazione del servizio.

Ulteriori spese saranno applicate anche in caso di recesso dal contratto, per la disinstallazione del terminale, oppure nel caso in cui il terminale debba essere sostituito o riparato.

Circuito Tariffa*
Bancomat e
carte di debito
0,7 – 1,0 %
Carte di credito
Visa e MasterCard
1,2 – 1,5 %
Amex, JCB,
UnionPay
2 – 3 %
Bancomat Pay Importo ≤ 15 €
0,20 %
Importo 15 – 50 €
0,70 %
Importo > 50 €
1,00 %

*Tariffa indicativa

Circuito Tariffa*
Bancomat e
carte di debito
0,7 – 1,0 %
Carte di credito
Visa e MasterCard
1,2 – 1,5 %
Amex, JCB,
UnionPay
2 – 3 %
Bancomat Pay Importo ≤ 15 €
0,20 %
Importo 15 – 50 €
0,70 %
Importo > 50 €
1,00 %

*Tariffa indicativa

Le commissioni sul transato rappresentano una spesa variabile, in quanto l’ammontare complessivo dipende dal volume di incassi effettuati con il POS.

Diversamente dal canone di noleggio, le tariffe sulle transazioni vengono stabilite da Nexi e non da ISP.

Quelli indicati in tabella sono valori indicativi: in sede di contrattazione in filiale potrebbero essere proposte tariffe diverse in funzione del transato mensile. Generalmente vengono favorite le imprese con elevati volumi di incassi elettronici, mentre piccoli negozi e professionisti che accettano pochi pagamenti con carta saranno soggetti a commissioni più elevate.

In quest’ultimo caso, potrebbe essere opportuno fare una stima dei propri incassi mensili e, qualora inferiore a 30.000 € annui, valutare soluzioni alternative:

Le alternative per piccole attività:
Axerve vs SumUp – Qual è il più economico?

I terminali disponibili

Come si è detto, un punto a favore di questa soluzione è la possibilità di scelta del tipo di terminale. In base ai bisogni dell’attività, si potrà noleggiare uno o più dispositivi:

  • POS da tavolo: un terminale fisso collegato con cavo ad una rete analogica, adsl o fibra ottica (a seconda della tecnologia potrebbe presentarsi una variazione dei costi di noleggio). Questo dispositivo è consigliato alle attività che accettano pagamenti unicamente al punto cassa del negozio e vantano un flusso consistente di pagamenti elettronici.
  • POS WiFi: una soluzione cordless che offre mobilità entro pochi metri dalla base fissa del terminale. Di solito viene utilizzata in bar e ristoranti per consentire ai camerieri di accettare pagamenti con carta direttamente al tavolo del cliente.
  • POS GPRS: un terminale portatile che permette di incassare ovunque grazie ad una SIM dati integrata al suo interno. Ideale per chi lavora in mobilità con servizi porta a porta o per chi svolge attività ambulanti.
  • POS mobile: un tipo di terminale piccolo e maneggevole che funziona insieme ad uno smartphone, sul quale dovrà essere installata un’app.

Intesa Sanpaolo sembra non dare troppa importanza all’applicazione necessaria per l’uso del POS mobile. La sua app presenta difetti che potrebbero causare disservizi e impossibilità di ricevere pagamenti.

La nostra opinione

Un brand noto, un grande gruppo bancario che infonde un senso di affidabilità del servizio.

È sicuramente questa la ragione che spinge molte imprese a scegliere le soluzioni POS Intesa San Paolo. Detto ciò, per capire se è davvero la la scelta migliore occorre effettuare valutazioni circa le necessità materiali ed economiche del proprio commercio.

Costi fissi e variabili sono previsti dal contratto, e perfino spese una tantum per la cosiddetta installazione e attivazione. A nostro avviso, i primi sembrano essere piuttosto elevati per le piccole attività.

Le commissioni sul transato sono ragionevoli, tuttavia devono essere considerate in aggiunta del canone mensile: da questa prospettiva, solo le imprese che riescono a negoziare tariffe migliori – vale a dire le imprese con grossi volumi di fatturato elettronico – possono reputare conveniente una soluzione simile.

Meno economica è per i negozi che usano il dispositivo per incassare fino a 30.000 € all’anno. Chi incassa meno di 1.000 € al mese in pagamenti con carta può dare un’occhiata all’offerta SumUp, mentre per cifre superiori (e fino a 2.500 € al mese) trova convenienza in Axerve.

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