La Legge di Bilancio 2020 introduce nel sistema italiano importanti novità rispetto ai pagamenti elettronici.

Imprese, commercianti, professionisti e artigiani sono interessati da tali misure anche in modo indiretto. Un impatto incisivo sarà infatti determinato dalle regole indirizzate ai consumatori e alle loro abitudini di spesa.

Nel presente articolo proponiamo una panoramica sintetica dei cambiamenti che preoccupano commercianti, professionisti e consumatori.

Le misure contro l’evasione fiscale dirette a imprese, commercianti e professionisti

Le normativa che guiderà il nuovo anno fiscale è all’insegna della digitalizzazione. Le parole ricorrenti nella manovra finanziaria sono non a caso telematico, elettronico e tracciabile.

Il fine ultimo è la lotta all’evasione fiscale in settori particolarmente a rischio.

Obbligo POS e sanzioni

Il POS obbligatorio non è certamente una novità, ma lo sono le sanzioni che – nonostante i reiterati posticipi ai quali eravamo ormai abituati – arriveranno dal 1° luglio 2020 per gli esercenti che rifiutano pagamenti con carta.

I commercianti avranno dunque sei mesi di tempo per mettersi in regola ed evitare il rischio di una sanzione pecuniaria così composta: 30 euro di multa + 4% della transazione rifiutata.

L’obbligo è indirizzato a tutti gli esercizi commerciali ma anche a lavoratori autonomi, liberi professionisti e artigiani. Questi ultimi, ricevendo meno pagamenti con carta, possono optare per una soluzione meno impegnativa (vedi I 5 migliori POS per piccole imprese e autonomi).

Bonus POS

Per rendere meno amara l’introduzione delle sanzioni, il Governo ha altresì stanziato un fondo per erogare – sempre a partire dal 1° luglio dell’anno corrente, in concomitanza con l’entrata in vigore delle sanzioni – un credito d’imposta per mitigare i costi del terminale alle attività commerciali nonché a tutti i titolari di partita IVA.

Il cosiddetto Bonus POS sarà destinato alle imprese con un fatturato annuo massimo di 400.000 euro e si tratta nella fattispecie di un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni applicate alle transazioni elettroniche da parte di banche e circuiti di pagamento.

In altre parole, gli esercenti otterranno dallo Stato uno “sconto” sui costi del terminale.

Lotteria degli scontrini

Parte dal primo giorno dell’anno la lotteria degli scontrini, un’iniziativa che riguarda da vicino tutti gli esercenti.

Per evitare incidenti di percorso, anche questa volta il Governo ha approvato una moratoria sulle sanzioni al fine di concedere ai commercianti 6 mesi di tempo per adeguare il proprio registratore di cassa telematico all’immissione dei codici fiscali dei clienti. A tale scopo è necessario contattare il proprio fornitore per richiedere informazioni sull’aggiornamento del sistema.

A partire da luglio, gli esercenti che rifiutano la richiesta del cliente di partecipare alla lotteria degli scontrini rischiano multe da 100 a 500 euro. Requisito per la partecipazione alla lotteria è il pagamento con carta o con metodo elettronico alternativo ai contanti.

Bonus registratore di cassa

Le attività che non si sono ancora adeguate all’obbligo del registratore di cassa telematico potranno beneficiare di un credito d’imposta pari al 50% della spesa sostenuta per l’acquisto degli strumenti necessari (fino ad un credito massimo di 250 euro) oppure per l’adattamento degli stessi (fino a 50 euro).

Scontrino elettronico

Considerato l’obbligo della trasmissione telematica dei dati fiscali, tale disposizione ne è la naturale conseguenza.

Il commerciante è tenuto, dal 1° gennaio 2020, all’emissione di scontrini elettronici tramite registratore di cassa telematico, mentre non sarà più tenuto a fornire ricevute fiscali cartacee al cliente. Qualora necessario in quanto prova d’acquisto di un bene, l’esercente potrà fornire un documento commerciale che il cliente potrà utilizzare anche per ottenere detrazioni fiscali.

L’introduzione dello scontrino elettronico rende più accurati i controlli fiscali da parte delle autorità, che potranno in questo modo stanare gli evasori più facilmente.

Le misure che condizionano in modo indiretto esercenti e professionisti

La già menzionata lotteria degli scontrini costituisce un motivo più che valido per pagare con carta. Le estrazioni si verificano con frequenza mensile e i premi sono esentasse: non solo uno strumento di lotta all’evasione fiscale bensì uno stimolo agli acquisti per i consumatori interessati alla cosiddetta riffa di Stato.

Cambiano poi le regole sulle detrazioni IRPEF del 19%, che a partire dal nuovo decennio saranno concesse – salvo specifiche eccezioni – solo se il pagamento è avvenuto con uno strumento tracciabile – vale a dire con carta di credito, di debito o prepagata, bonifico e versamenti su conti bancari o postali.

Fanno eccezione gli acquisti in farmacia per farmaci e dispositivi medici, le spese sanitarie presso strutture pubbliche o private accreditate con il Sistema Sanitario Nazionale (SSN). Nei suddetti casi la detrazione sarà possibile anche pagando in contanti.

Infine si può annoverare tra le disposizioni che incentivano i pagamenti elettronici la riduzione delle soglie consentite di denaro contante.

Nel secondo semestre dell’anno, sarà possibile effettuare transazioni in contanti fino ad un massimo di 2.000 euro, mentre l’anno successivo non potrà essere superata la soglia di 1.000 euro. I controlli fiscali saranno avviati automaticamente in presenza di prelievi e versamenti di contante sospetti.

Nel loro insieme, le misure volte al contrasto dell’evasione influiranno inevitabilmente sulle abitudini dei consumatori, spingendoli sempre di più verso una transizione al digitale, a discapito del contante.