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I vantaggi dei pagamenti con carta per le piccole imprese

Di Aldo De Baise|2018-09-11T08:55:42+00:0011 Settembre 2018|Tag: |

Oggi la legge impone a chiunque abbia un’attività imprenditoriale o professionale di accettare pagamenti con carta.

La buona notizia è che offrire ai propri clienti una modalità di pagamento comoda può produrre risultati positivi e numerosi vantaggi per gli affari. L’altra buona notizia è che le banche non hanno il monopolio sui terminali di pagamento. Alcune società forniscono lettori di carte che trasformano il proprio smartphone in un POS.

Di seguito elenchiamo i principali motivi per cui non bisogna temere i pagamenti digitali, bensì accoglierli nella propria attività e renderli vantaggiosi.

1. Ottimizzazione del tempo

Per quanto possa suscitare appagamento tattile e visivo, lavorare esclusivamente con denaro contante è alla base di una serie di compiti e gesti quotidiani che, in presenza di un sistema automatico di registrazione, saranno snelliti in modo notevole.

Gli incassi digitali – ossia i pagamenti con carta – sono supportati da un sistema di registrazione che riduce visibilmente la portata dei task relativi alla contabilità da eseguire in chiusura della giornata lavorativa, o addirittura per due volte al giorno a seconda degli orari di attività.

Il commerciante potrà dedicarsi agli ultimi clienti con maggiore tranquillità, ridurre il lavoro “dietro le quinte” nell’orario di chiusura del negozio e di conseguenza aumentare il tempo libero. Maggiore è la quantità di pagamenti elettronici, minore sarà il lavoro.

Da non sottovalutare è il vantaggio dei pagamenti con carta in fase di check-out del cliente. Quest’ultimo non sarà costretto a cercare centesimi nel portafogli né il cassiere a verificare gli importi e provvedere al resto. Il pagamento con carta richiede solo pochi secondi.

2. Sicurezza

La sicurezza è un tema scottante che costringe il titolare di un esercizio commerciale ad essere sempre in guardia, dentro e fuori il negozio.

A fine giornata i contri non sempre tornano. Se ciò può considerarsi fisiologico (nessuno è infallibile nel proprio lavoro), una preoccupazione ben maggiore riguarda i sospetti e la mancanza di fiducia che viene a crearsi nei confronti dei dipendenti.

Il proprietario di un negozio vive perennemente sulle spine, con il sospetto – purtroppo talvolta giustificato – della scarsa onestà di alcuni lavoratori.

Ma un tema capace di destare ancor più apprensione è la sicurezza esterna, legata al trasferimento in banca di somme considerevoli di denaro contante.

Banconote e monete

La gestione di grandi quantità di contante aumenta i rischi sulla sicurezza

Ricevere pagamenti con bancomat, carta di credito, carta di debito o carta prepagata incide positivamente sulla sicurezza e sul livello di stress che viaggia di pari passo alla quantità di denaro contante in circolazione.

3. Fiducia dei clienti

L’immagine anacronistica che si ha del nostro paese non corrisponde alla realtà.

A smentire l’indole tradizionalista dell’Italia sono i recenti dati relativi ai metodi di pagamento utilizzati in Italia lo scorso anno: le transazioni digitali – cioè con carta, con smartphone o altri sistemi “virtuali” – ammontano a 220 miliardi di euro.

Carte e smartphone diventano sempre più popolari tra i consumatori, non più costretti a dover armeggiare con banconote e monete da uno o due centesimi.

Per i clienti ormai abituati all’uso del digitale, il contante risulta essere una pura e semplice imposizione – peraltro oggi non giustificata. Vedersi negare una pratica così comune infonde automaticamente nel consumatore un’idea negativa o quantomeno sospetta dell’esercizio commerciale.

Le attività che consentono ai clienti di pagare con carta – o meglio di scegliere la propria modalità di pagamento preferita – favoriscono la fiducia del cliente e rimuove ogni sospetto relativo all’onestà del commerciante.

4. POS obbligatorio e sanzioni

All’aspetto pratico e di immagine si unisce quello giuridico. Dal 2018 ogni tipo di attività commerciale e professionale è tenuta per legge ad accettare pagamenti con carta.

La decisione è stata approvata dal Parlamento europeo e recepita prontamente dai singoli paesi membri dell’Unione Europea.

La normativa impone a commercianti e professionisti di accettare pagamenti con carta anche nel caso di micropagamenti, ossia di somme inferiori a 5 euro.

5. Aprire le porte a nuovi clienti

Gli anni passano, i consumatori si evolvono. Le generazioni affezionate al denaro contante sono destinate a scomparire presto. Nessun negoziante vorrebbe ritrovarsi, fra qualche anno, tra i pochi a fare resistenza al futuro, anzi al presente.

In Italia i pagamenti con smartphone in negozio sono aumentati del 60% in un solo anno.

Lo snobismo generazionale non può competere con il ciclo della vita: una realtà amara ma con la quale bisogna fare i conti. Le attività commerciali, ancor più dei clienti, devono tenersi al passo coi tempi, anticipare e guidare le esigenze della futura clientela.

Oggi è necessario dare un buon motivo al cliente di entrare un negozio fisico invece di preferire un acquisto online. Chi rifiuta i metodi di pagamento moderni perde in partenza.

6. Il limite dei contanti in tasca

Il contante è di fatto un limite al potere d’acquisto del momento, virtualmente più esteso qualora si paghi con una carta di credito, con un bancomat o con una carta prepagata.

Immaginiamo un cliente entrare nel nostro negozio con poche decine di euro in tasca ma in compenso con una carta di pagamento. Se l’attività non dispone del POS, il cliente sarà costretto per forza maggiore a limitare gli acquisti.

Scenario peggiore si presenta nel caso in cui il cliente abbia una necessità improrogabile di acquistare determinati prodotti – senza disporre però di contante sufficiente. Difficilmente correrà fuori alla ricerca di un ATM per un prelievo, bensì entrerà nel negozio concorrente più vicino che accetta pagamenti con carta.

Chi usa la carta ha una tendenza di spesa maggiore. Non accettando questo tipo di pagamento, il commerciante preclude con le sue stesse mani margini di guadagno più elevati.

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