Diverse misure saranno presto adottate per incentivare l’uso della moneta elettronica e dunque per favorire il pagamento POS. Costi e oneri preoccupano tuttavia i piccoli esercenti che, trovandosi impreparati sull’argomento, compiono passi falsi scegliendo offerte poco convenienti.

In questo articolo scopriamo quali costi e oneri vengono applicati ai pagamenti con carta: solo in questo modo piccole imprese e lavoratori autonomi saranno in grado di individuare le  soluzioni più economiche per la propria attività.

Quanto costa il POS?

Non esiste risposta universale in quanto gli oneri dipendono dall’offerta scelta.

Una soluzione può essere economica per un certo tipo di attività, dispendiosa per un’altra. Per scegliere il terminale più conveniente è necessario innanzitutto saper distinguere il diverso tipo di costi:

TipoCosto
Canone Si tratta di un costo fisso periodico dovuto per il mantenimento del servizio.

Viene addebitato con frequenza mensile o annuale.

Esistono alcune offerte senza canone.
Commissione sulle transazioni È un costo variabile (espresso in percentuale) che dipende dagli incassi ricevuti con il POS.

In alcune offerte la commissione è fissa (uguale per tutte le carte), in altre varia a seconda del circuito.

Oggi solo un marchio offre un piano senza commissioni.
Commissioni minime In alcuni casi è prevista una spesa minima sulle transazioni.

Qualora non si raggiunga una soglia minima di commissioni mensili sul transato (ad esempio per scarso uso del terminale), un costo forfettario sarà comunque applicato.

Un onere spesso applicato dalle banche.
Altri costi Installazione, disinstallazione, manutenzione, storno della transazione, ecc.

A causa della scarsa trasparenza e talvolta dell’onestà del consulente, queste voci di spesa (una tantum o per operazione) vengono quasi sempre ignorate dagli esercenti.

I costi extra sono spesso applicati dalle banche.
Canone
Si tratta di un costo fisso periodico dovuto per il mantenimento del servizio.

Viene addebitato con frequenza mensile o annuale.

Esistono alcune offerte senza canone.
Commissioni
È un costo variabile (espresso in percentuale) che dipende dagli incassi ricevuti con il POS.

In alcune offerte la commissione è fissa (uguale per tutte le carte), in altre varia a seconda del circuito.

Oggi solo un marchio offre un piano senza commissioni.
Commissioni minime
In alcuni casi è prevista una spesa minima sulle transazioni.

Qualora non si raggiunga una soglia minima di commissioni mensili sul transato (ad esempio per scarso uso del terminale), un costo forfettario sarà comunque applicato.

È un onere spesso applicato dalle banche.
Altri costi
Installazione, disinstallazione, manutenzione, storno della transazione, ecc.

A causa della scarsa trasparenza e talvolta dell’onestà del consulente, queste voci di spesa (una tantum o per operazione) vengono quasi sempre ignorate dagli esercenti.

I costi extra sono spesso applicati dalle banche.

Di seguito una sintesi delle offerte divise in base al tipo di costi applicato.

Le offerte senza canone

Quando si parla di POS a costo zero si fa riferimento alle soluzioni senza canone. Scegliendo questo tipo di offerta, l’esercente non sarà gravato da un canone fisso ma solo della commissione sulle transazioni.

In termini pratici vuol dire che, se un’attività esegue poche transazioni elettroniche, con queste soluzioni dovrà pagare solo una percentuale sul pagamento POS ricevuto.

Quali sono i POS senza canone?

SumUp è l’offerta più popolare tra le piccole attività che non possono caricarsi di spese fisse. Il suo lettore di carte per smartphone si acquista al prezzo di 19 € + IVA e non comporta costi di noleggio.

Quando si accetta un pagamento con carta, la società trattiene l’1,95% del totale incassato dal terminale. Ad esempio, se accettiamo un pagamento con carta di 20 €, SumUp trattiene per sé 0,39 €.

Gli accrediti sul proprio conto corrente sono completamente gratuiti e non sono previsti ulteriori costi. È disponibile anche un’opzione per accettare pagamenti a distanza. Una delle offerte più trasparenti del mercato. Si richiede online in pochi minuti.

Il lettore SumUp Air si usa insieme allo smartphone. Esiste anche una versione autonoma, SumUp 3G. Foto: Mobile Transaction

Il risparmio è dato – come si diceva – da un uso poco frequente del terminale (per un volume di incassi elettronici mensili intorno ai 1.000 €) che permette a commercianti e professionisti di pagare solo quando si utilizza effettivamente il dispositivo.

Una politica tariffaria simile viene adottata da myPOS, che offre il suo terminale più economico (myPOS Go) a 29 € + IVA.

La commissione sulle transazioni è inferiore rispetto a quella precedente (1,75%), tuttavia tariffe aggiuntive applicate alle operazioni sul conto myPOS rendono questa soluzione meno conveniente.

Può nondimeno essere utile per chi necessita di ricevere pagamenti all’estero entro i confini dell’Unione Europea.

Le offerte senza commissioni

Se il pagamento POS è più frequente nella propria attività pur rimanendo entro determinati limiti di incassi annui, meglio optare per un’offerta senza commissioni.

In questo caso si paga solo il canone mensile e non sono previsti costi sulle singole transazioni, ossia sugli incassi ricevuti.

Quali sono i POS senza commissioni?

Axerve Easy risulta essere ad oggi l’unica offerta con canone fisso “tutto incluso”. Oltre alla quota mensile (di 15 o 20 € a seconda del transato annuo) non vi sono altri costi.

Il POS di Axerve è già configurato. Costa 15 o 20 euro al mese, senza costi extra.

La società fa capo al gruppo bancario Banca Sella ma opera in maniera indipendente, per cui sarà possibile utilizzare qualsiasi conto corrente per gli accrediti del transato.

Fornisce un POS portatile autonomo già configurato alla consegna, pronto per essere usato. Sulla piattaforma web è possibile tenere sempre sotto controllo movimenti e transato giornaliero, settimanale o mensile.

Non sono previsti costi aggiuntivi. È una delle migliori offerte per piccole imprese, con una politica tariffaria trasparente.

Le offerte con canone e commissioni

L’ultima alternativa è rappresentata dalle soluzioni che comportano entrambi i tipi di costi. Offerte simili sono caratteristiche degli istituti bancari ma anche di alcune società indipendenti che si servono tuttavia delle banche come canale di vendita.

I contratti prevedono generalmente costi extra, come l’installazione e la disinstallazione del terminale, oltre che commissioni minime sul transato e tariffe sullo storno delle transazioni eseguite in maniera errata.

Opzioni di questo tipo sono economiche per gli esercizi commerciali con un transato elettronico elevato, grazie al quale riescono ad ammortizzare le spese fisse beneficiando di commissioni a loro favorevoli.

Quali sono i POS con canone e commissioni?

Pax D210

POS Unicredit con canone e commissioni. Foto: Mobile Transaction

Intesa Sanpaolo e UniCredit sono le maggiori rappresentanti di tale politica tariffaria, insieme a Nexi in veste di società indipendente.

Si distinguono dalle aziende precedenti anche per una spiccata reticenza nel comunicare attraverso i canali telematici le effettive tariffe dei propri servizi.

Se la prima invita a recarsi in filiale, la seconda annuncia costi indicativi da chiarire anche in questo caso presso una filiale della banca.

Secondo i fogli informativi di UniCredit, il canone fisso si aggira intorno ai 50 €, ai quali si aggiungeranno le commissioni sul transato (0,50-1,10% a seconda del tipo di carta).

Queste ultime – si fa notare – non sono fisse come nelle offerte precedentemente citate di SumUp e myPOS, bensì variano a seconda del circuito e del tipo di carta. I Bancomat e le carte di debito Visa e MasterCard beneficiano di tariffe più agevolate, ma se il cliente paga con una carta premium, estera o aziendale graverà sull’esercente una commissione più elevata.

Quale scegliere? Sintesi dei costi e delle offerte

Nella seguente tabella abbiamo collocato alle prime posizioni i servizi più convenienti per piccoli commercianti, imprenditori e professionisti.

OffertaCanoneCommissioniAltri costiLink
SumUpNoNo
Axerve Easy
NoNo
myPOSNo
Intesa Sanpaolo
UniCredit
Nexi
POSCosti
SumUpSenza canone
Commissione fissa
Senza costi aggiuntivi
Axerve
Easy
Canone fisso
Senza commissioni
Senza costi aggiuntivi
myPOSSenza canone
Commissione fissa
Alcuni costi aggiuntivi
Intesa
Sanpaolo
Canone
Commissioni
Alcuni costi aggiuntivi
UniCreditCanone
Commissioni
Alcuni costi aggiuntivi
NexiCanone
Commissioni
Alcuni costi aggiuntivi

Se nella propria attività il contante regna sovrano, sottoscrivere un servizio bancario è praticamente un atto di autolesionismo.

I terminali più economici per ricevere pagamenti POS sono in questo caso SumUp e Axerve: il primo per chi accetta pochi pagamenti con carta (fino a 1.000 € al mese), il secondo per chi ne riceve con più frequenza (entro la soglia dei 30.000 € annui).

Le banche (es. Intensa Sanpaolo, UniCredit) e le più note società che operano nel settore delle transazioni elettroniche (es. Nexi) propongono contratti che favoriscono le imprese con un transato elevato, poco praticabili per piccoli esercenti e lavoratori autonomi.